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Guida alla sicurezza per il Preposto e il Dirigente


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Azienda: MEGAITALIA MEDIA SRL

Il Testo Unico di Sicurezza sul Lavoro [art. 2 comma 1 lettera e) del D.Lgs 81/08] definisce  “preposto” la “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”. Si tratta in sostanza del “capo”, secondo la più classica cultura aziendale.
 
In materia di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, il preposto condivide con il datore di lavoro, ma con sfumature diverse secondo le sue reali mansioni, oneri e responsabilità connessi soltanto agli obblighi di sorveglianza, per cui egli “non è tenuto a predisporre i mezzi antinfortunistici, essendo questo un obbligo esclusivo del datore di lavoro, ma deve invece vigilare affinché gli ordini vengano regolarmente eseguiti. L’omissione di tale vigilanza costituisce colpa se sia derivato un sinistro dal mancato uso di tali cautele”. 
 
Tra l'altro, secondo la Suprema Corte [Cass. Sez. III Pen., sent. del 27 gennaio 1999 n. 1142, P.M. in c. Celino.] “il preposto, privo del potere o dovere di predisporre mezzi e strutture, svolge compiti di controllo e sorveglianza, con corrispettivi poteri organizzativi e disciplinari”:
  • “è responsabile, tra l’altro, dell’attuazione delle misure di sicurezza decise dal datore di lavoro ed organizzate dai dirigenti per il concreto svolgimento dell’attività” lavorativa;
  • “rende edotti i lavoratori dei rischi cui sono soggetti”;
  • “vigila sull’uso dei dispositivi di sicurezza individuali”;
  • “verifica se, nelle fasi di produzione, si presentino rischi imprevisti e prende le opportune cautele”.
 
D'altro canto il preposto è obbligato a frequentare specifici corsi di formazione previsti dal decreto legislativo 19 settembre 2008 n. 81: “Articolo 19 - Obblighi del preposto - 1. In riferimento alle attività indicate all’articolo 3, i preposti, secondo le loro attribuzioni e competenze, devono: (..) g) frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37, così come modificato e integrato dal D.Lgs. n. 106/2009.
L’art. 2 comma 1 lettera e) del D.Lgs 81/08, così definisce il “preposto”: “persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell'incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”.
 
L’art. 37 del D. Lgs. 81/08 (cosiddetto Testo Unico sulla Sicurezza) prevede una specifica formazione per i preposti, dettagliatamente normata dall’accordo tra il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, il Ministro della salute, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano per la formazione dei lavoratori, sancito il 21/12/2011 e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 11/01/2011.
 
Tali corsi hanno un contenuto ben definito dal D.Lgs. n. 81/2008:
“Articolo 37 - Formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti
1. Il datore di lavoro assicura che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente ed adeguata in materia di salute e sicurezza, anche rispetto alle conoscenze linguistiche, con particolare riferimento a:
7. I dirigenti e i preposti ricevono a cura del datore di lavoro, un’adeguata e specifica formazione e un aggiornamento periodico in relazione ai propri compiti in materia di salute e sicurezza del lavoro. I contenuti della formazione di cui al precedente periodo comprendono:
a) principali soggetti coinvolti e i relativi obblighi;
b) definizione e individuazione dei fattori di rischio;
c) valutazione dei rischi;
d) individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione”.
 
Il preposto che non partecipa alla formazione commette un reato penale contravvenzionale, punito per violazione dell'art. 19 D.Lgs. 81/2008 con l'ammenda da 200 a 800 euro.
12 ottobre 2012
 
INDICE DEI CAPITOLI:
 
CAPITOLO 1.
I PRINCIPALI SOGGETTI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE AZIENDALE: COMPITI, OBBLIGHI, RESPONSABILITÀ
CAPITOLO 2.
LE RELAZIONI TRA I VARI SOGGETTI INTERNI ED ESTERNI DEL SISTEMA DI PREVENZIONE
CAPITOLO 3.
DEFINIZIONE E INDIVIDUAZIONE DEI FATTORI DI RISCHIO
CAPITOLO 4.
INCIDENTI E INFORTUNI MANCATI
CAPITOLO 5.
TECNICHE DI COMUNICAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DEI LAVORATORI, IN PARTICOLARE NEOASSUNTI, SOMMINISTRATI, STRANIERI
CAPITOLO 6.
VALUTAZIONE DEI RISCHI DELL'AZIENDA, CON PARTICOLARE RIFERIMENTO AL CONTESTO IN CUI IL PREPOSTO OPERA
CAPITOLO 7.
INDIVIDUAZIONE MISURE TECNICHE, ORGANIZZATIVE E PROCEDURALI DI PREVENZIONE E PROTEZIONE
CAPITOLO 8.
MODALITÀ DI ESERCIZIO DELLA FUNZIONE DI CONTROLLO DELL’OSSERVANZA DA PARTE DEI LAVORATORI DELLE DISPOSIZIONI DI LEGGE E AZIENDALI IN MATERIA DI SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO, E USO DEI MEZZI DI PROTEZIONE COLLETTIVI E INDIVIDUALI MESSI A LORO DISPOSIZIONE.
CAPITOLO 9.
I GARANTI DELLA SICUREZZA SUL LAVORO E L'ARTICOLAZIONE DELLE POSIZIONI DI GARANZIA NELLA CONCRETA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE.
 

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