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Valutazione del rischio stress lavoro-correlato


Elenco delle categorie -> Modelli di documenti

Azienda: MEGAITALIA MEDIA SRL

FASCICOLO "VALUTAZIONE DEI RISCHI STRESS LAVORO-CORRELATO" 2009/2010 DI SUPPORTO ALLA VALUTAZIONE DEI RISCHI STRESS LAVORO-CORRELATO, COME DA D.LGS 81/08 (in quanto attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n.123, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro), TESTO COORDINATO CON D.LGS 106/09. (art. 28 1-bis)

I "modelli" proposti, si pongono l’obiettivo di essere uno strumento di ausilio per tutti coloro che si occupano di sicurezza ed ambiente nei luoghi di lavoro. Documenti in formato testo, modificabili.
Modello di documento per la valutazione del RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO.
Innovativo, pratico ed efficace strumento per effettuare l'analisi dello stress lavoro-correlato in azienda.

CONTIENE:
descrizione degli indicatori aziendali (fonti di rischio)
analisi osservativa per la raccolta dei dati aziendali
analisi oggettiva con l'utilizzo di test di valutazione
allegati di approfondimento normativo e scientifico
Dalla professionalità dei collaboratori di Working Evolution
Autrice: Stella Lazzarini, psicologa.

PREMESSA
Il D.Lgs. 81/08 art. 17 comma 1 lettera a, impone a tutti i datori di lavoro la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda. All'art. 28 nello specifico, si fa riferimento alla valutazione dello stress lavoro-correlato.
Il riferimento normativo è il D.Lgs 81/08 Sezione II Valutazione dei Rischi Art. 28 - Oggetto della valutazione dei rischi:
La valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell'8 ottobre 2004, e quelle riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n.151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri paesi.

Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere:
a) una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
b) l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati, a seguito della valutazione di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a);
c) il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
d) l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
e) l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio;
f) l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.

3. Il contenuto del documento di cui al comma 2 deve altresì rispettare le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi contenute nei successivi titoli del presente decreto.
DESTINATARI
Il presente documento si propone come utile strumento per la suddetta finalità, ed è indirizzato agli psicologi, vista la natura psicologica del rischio da rilevare, nonché della caratteristica degli strumenti da impiegare e dei possibili interventi che i risultati potrebbero richiedere.
La compilazione dello stesso richiede, affinché l'analisi risulti quanto più corretta, la collaborazione, oltre a quella del DL e dello psicologo, del MC, dell'RSPP, e del RLS, (eventualmente anche dei preposti, dei capireparto, o di altre figure a seconda delle caratteristiche/necessità/e dimensioni dell'impresa).

OBIETTIVO
Tale strumento permette di eseguire, l'analisi dello stress lavoro-correlato attraverso:
una prima descrizione degli indicatori oggettivi aziendali, quali possibili fonti di rischio;
una seconda analisi osservativa, finalizzata ad una raccolta di dati specifici aziendali;
e una terza analisi oggettiva, che vede impiegato l'utilizzo di un test.
Importante "Test": per l'analisi oggettiva è utile utilizzare uno strumento adeguato.
Dopo aver preso visione delle specifiche caratteristiche aziendali, si procede ad individuare lo strumento migliore per eseguire la valutazione del rischio stress lavoro-correlato.
Tra i test che permettono tale rilevazione, si prenda visione degli strumenti offerti dalla letteratura e disponibile sul mercato, la cui validità sia riconosciuta sul territorio nazionale.

METODO
La metodologia scelta per la raccolta dei dati trova specificazione nei vari punti elaborati.
Essa verrà scelta a seconda delle specificità aziendali.

DESCRIZIONE DELLO STRUMENTO
Il documento si presenta suddiviso in quattro parti:
La prima parte: descrizione degli indicatori oggettivi aziendali come indicatori di possibili fonti di stress lavoro-correlato permette una raccolta di dati oggettivi aziendali riguardanti gli infortuni, l'assenteismo, la cassa integrazione, le assenze per malattie, le trasferte, i trasferimenti, i figli a carico e le maternità, che possono essere degli indici di possibili rischi stress lavoro-correlato in azienda;
La seconda parte: valutazione dello stress lavoro-correlato per la salute e la sicurezza dei lavoratori, presenta una parte dedicata ai riferimenti normative e alle definizioni dei rischi psicosociali, di seguito offre una serie di griglie per la raccolta dei dati specifici dell'azienda e per l'identificazione e la valutazione dei possibili rischi psicosociali aziendali, infine raccoglie i dati emersi dallo strumento scelto per l'analisi oggettiva;
La terza e quarta parte sono allegati di approfondimento rispetto a tematiche quali stress, mobbing, burn-out, la comunicazione, la percezione soggettiva del rischio, ed alcuni riferimenti normativi.

 

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