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Firmato accordo tra UNI e CNCU, a tutela dei consumatori




Il Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU) e l’UNI hanno siglato oggi, martedì 18 ottobre 2011, un protocollo di intesa finalizzato ad avviare, promuovere e consolidare un dialogo sistematico volto alla realizzazione di progetti comuni e che dia voce alle esigenze dei consumatori nel processo di elaborazione delle norme volontarie in settori di particolare interesse consumeristico. Ogni giorno, infatti, i consumatori si fidano di una norma UNI per valutare se gli occhiali da sole sono davvero protettivi, se un filtro solare è efficace oppure se un’automobile può ritenersi sicura. Ciò significa che l’attività dell’UNI ha un forte impatto nella vita quotidiana di ogni singolo consumatore che, a salvaguardia dei propri acquisti, si affida alle certificazioni e agli standard di qualità dichiarati dai produttori.

È chiaro che con questo accordo CNCU e UNI rispondono alle sollecitazioni espresse dal Parlamento Europeo, un anno fa, a garantire la massima partecipazione degli stakeholders nel processo europeo di normazione. Ciò è reso ancor più evidente dalla politica UE del Nuovo Approccio, secondo la quale il legislatore europeo definisce i principi cardine a protezione dei diritti fondamentali dei cittadini, in particolare a tutela della qualità, della salute e della sicurezza dei cittadini, rimandando alla normazione tecnica la definizione consensuale degli aspetti tecnici.

Il protocollo prevede diversi piani di collaborazione, dalla formazione sul campo, all’aggiornamento continuo, ma soprattutto quello di promuovere la partecipazione delle associazioni dei consumatori del CNCU al processo normativo svolto dalle Commissioni Tecniche UNI.
Concretamente CNCU e UNI si sono impegnati a redigere un Piano annuale di intervento, da approvare entro tre mesi dalla data di sottoscrizione del presente protocollo di intesa, che consenta tra le altre cose di individuare le tematiche ritenute prioritarie, tenendo in considerazione le attività tecniche svolte dall’UNI e dal CNCU sulla base delle rispettive linee strategiche (in particolare nei settori dell’abbigliamento, arredamento, accessibilità a prodotti e servizi, alimenti e bevande, call center, consulenza finanziaria, imballaggi, lotta alla contraffazione, qualificazione delle professioni, responsabilità sociale, servizi del cittadino, sicurezza ed etichettatura dei prodotti al consumo e di seconda mano, sport e tempo libero, sostenibilità dei consumi, turismo) e pianificare gli interventi attraverso una partecipazione del CNCU alle diverse Commissioni Tecniche UNI.

saglia“Condivido – ha affermato Stefano Saglia, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico e presidente delegato del CNCU – la soddisfazione per la sottoscrizione di questo protocollo. E’ infatti importante garantire e rafforzare la partecipazione dei consumatori all’attività di normazione per coniugare le esigenze di regolazione e standardizzazione delle imprese con quelle di qualità e sicurezza dei consumatori. Ed è importante che le associazioni dei consumatori e il CNCU abbiano accettato un coinvolgimento sempre più attivo e consapevole nell’attività dell’UNI. L’obiettivo è contribuire a un miglioramento del mercato stesso rispetto alle esigenze dei consumatori”. “Le norme – ha aggiunto Stefano Saglia -  “sono strumenti che contribuiscono al miglioramento della competitività delle imprese e del Sistema Paese”. Ma non solo. Vi sono altri due aspetti che rendono l’accordo tra UNI e CNCU carico di importanti potenzialità: da un lato un rapporto più stretto con la normazione “stimolerà le associazioni dei consumatori a professionalizzarsi ancora di più”; dall’altro, adempiendo alla raccomandazione della Commissione Europea di essere presenti nelle attività di normazione, rende i consumatori più integrati nel panorama europeo.

“Questo accordo – commenta Piero Torretta, presidente UNI - ci consente di perseguire con maggiore efficacia le nostre politiche verso i consumatori. Le norme tecniche volontarie rappresentano uno strumento di prevenzione e garantiscono la diffusione delle migliori pratiche sui mercati. Grazie al CNCU può meglio esaltarsi la 'democraticità' della normazione, che attua di fatto un modello di rappresentanza tripartita della società, nella quale l'auto-regolamentazione del mercato nel contesto economico sia affidato al consenso tra le componenti dell'imprenditoria, della pubblica amministrazione e della società civile. In altre parole, la normazione volontaria è tanto efficace quanto più è il prodotto di una codecisione tra tutte le parti in gioco”.

cavinatoInfine il punto di vista delle associazioni dei consumatori.
“Questo protocollo rappresenta da un lato un punto di arrivo, dall’altro un punto di partenza – ha affermato Gianni Cavinato, il presidente dell’associazione di consumatori ACU, designato del CNCU alla Commissione Centrale Tecnica UNI - Un punto di arrivo in quanto abbiamo ottenuto un riconoscimento del ruolo delle associazioni e dell’attività che svolgiamo. Allo stesso tempo però ci sarà nei prossimi mesi tanto lavoro da fare per noi anche in termini di formazione tecnica e tante attività e iniziative concrete da realizzare”. Questi aspetti dell’impegno concreto e della responsabilità sono stati particolarmente sottolineati: “Questo accordo è impegnativo per le associazioni dei consumatori: il coinvolgimento nell’attività di normazione necessita di persone e strutture preparate, pronte ad approfondire anche aspetti tecnici, con la responsabilità della rappresentanza. L’attività di formazione – ha continuato Gianni Cavinato - è quindi condizione necessaria per svolgere appieno il nostro ruolo”.
Nello specifico vengono ribaditi gli importanti effetti che l’accordo potrà avere a livello economico e sociale, “in particolare – conclude Gianni Cavinato - nel campo dei servizi alla persona e in quello della qualificazione delle professioni non regolamentate”.

Solo per fare alcuni esempi, sono numerose le attività normative di recente iniziativa e di potenziale sviluppo di interesse per i consumatori avviate dall’UNI:

- i servizi erogati dai call center;
- la sicurezza del cittadino e la funzione degli strumenti urbanistici per prevenire la criminalità;
- il settore finanziario con particolare riferimento alla consulenza e all’educazione finanziaria, argomenti di crescente rilevanza per garantire un welfare privato in prospettiva futura;
- i lavori dedicati alla sostenibilità dei consumi, quali l’eco-etichettatura dei prodotti, prodotti da riciclo (quali i pneumatici fuori uso), il made in Italy, l’accessibilità per tutti ai prodotti di consumo;

- la qualificazione delle professioni non regolamentate, secondo un percorso avviato da UNI insieme a numerose associazioni dei professionisti che sta incontrando l’interesse del Parlamento e del Ministero dello Sviluppo Economico.

Fonte: UNI
  

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