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Il Parlamento Europeo getta le basi per il futuro della normazione tecnica: maggiore coinvolgimento delle PMI


La relazione della Commissione per il mercato interno e la tutela dei consumatori del Parlamento europeo - IMCO - è stata illustrata oggi all’UNI dall’Europarlamentare Lara Comi

Negli ultimi anni l’attuazione del mercato unico europeo ha avuto il successo che conosciamo (in termini di qualità e sicurezza dei prodotti) grazie all'uso delle direttive di “nuovo approccio” (cioè la strategia che regola il processo di armonizzazione legislativa tra i vari Stati membri dell’Unione Europea) in sinergia con il sistema europeo di normazione tecnica volontaria. Proprio per questo la Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori del Parlamento Europeo - IMCO - ha previsto un’opera di rafforzamento della normazione tecnica che verrà avviata con le proposte della Commissione Europea.

L’On. Lara Comi, vicepresidente della Commissione IMCO del Parlamento Europeo e relatore Ombra per il Gruppo Politico del PPE, ha illustrato quest’oggi nella sede dell’UNI (l’Ente di normazione tecnica volontaria italiano), le principali innovazioni che riguarderanno il settore, in particolare la necessità di insistere sul  principio della “rappresentanza adeguata” con valenza consultiva degli attori del mercato negli organi tecnici, in quanto è di fondamentale importanza, ogni volta che è in gioco l’interesse pubblico, includere le posizioni di tutti i soggetti interessati in maniera appropriata. Inoltre, il futuro della normazione tecnica si fonda  – secondo la Relazione IMCO – su tre postulati: la normazione deve essere volontaria, gestita da istituzioni private (ma riconosciute) e basata sulla rappresentanza nazionale.

L’On. Lara Comi, in occasione dell’adozione della Relazione sul “Futuro della standardizzazione europea” in Sessione Plenaria, commenta cosi l’incontro di questa mattina: “Sono lieta di aver preso parte a questa giornata di ulteriore confronto in quanto ho estremamente a cuore la tematica, ragion per cui ho introdotto rispetto alla Relazione, proposte di modifica soprattutto in merito alla governance del sistema di standardizzazione, vale a dire cambiamenti relativi alla partecipazione di tutti gli attori interessati.

Le "societal stakeholders" che rappresentano interessi pubblici quali la salute e la sicurezza pubblica e i consumatori, devono poter partecipare ai lavori degli organismi europei di standardizzazione in maniera più efficace, mentre le PMI devono poter prendere parte al processo principalmente a livello nazionale, nei comitati tecnici.

Ritengo quanto da me fatto fino ad oggi solo l'inizio, continuerò a lavorare nei prossimi mesi per rendere la standardizzazione europea all'altezza dei bisogni economici e sociali dell'Europa e, allo stesso tempo per assicurare innovazione, crescita e competitività”.

L’aspetto più importante è rappresentato dalla forte attenzione dell’Unione Europea nei confronti delle PMI, quali strategici utilizzatori delle norme. Un settore, quello delle piccole e medie imprese, molto forte anche in Italia, dove la struttura produttiva è caratterizzata dalla presenza di micro-imprese per 94,7% del totale delle imprese attive, con il 47,2% degli addetti e il 33,3% del valore aggiunto.

Grande attenzione anche per l’istruzione, la ricerca e l’innovazione: il Parlamento Europeo ritiene importante dare inizio ad una operazione di “education”, promovendo l’inclusione della normazione nei curriculum accademici, nei programmi scolastici, nei programmi di apprendimento permanente e nelle campagne di informazione, al fine di sensibilizzare gli operatori economici attuali e futuri e i responsabili politici circa l’importanza delle norme. E’ necessario migliorare la conoscenza e la cooperazione reciproca tra gli autori delle norme, gli innovatori, la comunità accademica e della ricerca, includendo nelle norme il nuovo sapere, frutto in particolare dei programmi di innovazione e della ricerca finanziati dal settore pubblico.

“Siamo particolarmente soddisfatti del giudizio espresso dalla Commissione IMCO - ha commentato Piero Torretta, presidente dell’UNI al quale si è associato il presidente del CEI, Ugo Nicola Tramutoli – sull’attività di normazione, alla quale l’UNI contribuisce sia a livello nazionale sia attraverso il CEN a livello europeo. Su alcuni degli obiettivi individuati dalla Relazione siamo già avanti rispetto ad altri Stati membri (ad esempio, l’accesso libero e gratuito alla conoscenza delle norme in oltre 40 centri di informazione nelle principali città, l’estremo contenimento dei costi di acquisto delle norme tecniche, la trasparenza di informazione sui lavori di normazione…). Si può e si deve migliorare; attendiamo le misure che proporrà la Commissione Europea sulla base degli indirizzi del Parlamento e poi ci attiveremo immediatamente per rendere il nostro lavoro ancora più utile all’economia nazionale in un’ottica europea”.

 
Fonte: UNI

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