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Nuovi rapporti regionali Inail sugli infortuni


L’Inail continua la pubblicazione dei Rapporti Annuali Regionali 2006: i dati del Piemonte mostrano un aumento degli incidenti mortali, in Sicilia invece diminuiscono (ma aumentano gli infortuni).

Più infortuni, ma meno morti sul lavoro in Sicilia nell'anno 2006. In particolare, crescono del 21% gli incidenti tra gli immigrati nel settore dell'agricoltura e aumentano le patologie legate al lavoro tra le donne, che sono passate dal 6% nel 2002 al 9%.
Meno infortuni, ma più morti invece in Piemonte, dove tra il 2004 e il 2006 più di un infortunio su 10 è avvenuto sulla strada.
 
Questi alcuni dei dati che emergono dai Rapporti Annuali Regionali 2006 Inail in corso di pubblicazione in questi giorni: ultimi pubblicati i dati di Sicilia e Piemonte che si aggiungono a quelli di:

Alto Adige (.pdf 291 kb)
Campania (.pdf 628 kb)
Friuli Venezia Giulia (.pdf 1,45 mb)
Lombardia (.pdf 638 kb)
Marche (.pdf 536 kb)
Molise (.pdf 358 kb)
Sardegna (.pdf 1,13 mb). Nota: vedere anche l’errata corrige (.pdf 105 kb) 
Piemonte (.pdf 1,67 mb)
Sicilia (.pdf 584 kb)
 
SICILIA
In Sicilia aumentano rispetto all'anno precedente gli infortuni sul lavoro registrati nel 2006.
Un dato in controtendenza rispetto a quello nazionale, anche se, come dichiara lo stesso Rapporto, insieme agli incidenti cresce anche l'occupazione riconducibile soprattutto alla regolarizzazione dei lavoratori stranieri.
 
"Purtroppo, registriamo in Sicilia una tendenza all'incremento degli infortuni", ha detto il coordinatore regionale comitati consultivi provinciali INAIL, Giuseppe Lo Bello. "Il dato è preoccupante, soprattutto, nelle prime proiezioni del 2007, poiché cresce del 3,5%. Ciò dimostra che il lavoro di prevenzione agli infortuni svolto ad ora non è stato sufficientemente efficace".
 
Il fenomeno infortunistico in Sicilia rappresenta il 3,7% di quello nazionale e si concentra soprattutto nelle province di Palermo, Catania, Messina e Ragusa. Le città che presentano un trend crescente rispetto al 2005 risultano Palermo, Trapani e Caltanissetta. Se si confrontano con i dati registrati nel 2005, nel 2006 si nota un incremento di 232 infortuni rispetto alla flessione del -2% registrata nel 2005. Inoltre dei 34.051 infortuni denunciati nel 2006, 28.775 si sono verificati nell'industria e nei servizi, 2.993 in agricoltura e 2.303 tra i dipendenti dello Stato.
 
Per quanto riguarda gli infortuni mortali si rileva, rispetto all'anno precedente, un calo complessivo di 10 eventi: sono 78 i casi denunciati nel 2006 rispetto agli 88 del 2005. Su 1.000 infortuni denunciati 2 sono mortali, mentre  a livello nazionale l'incidenza è pari a 1,4.
 
Gli infortuni in itinere, ovvero quelli che si verificano lungo il percorso casa-lavoro-casa, sono cresciuti soprattutto in agricoltura, dove si è registrato un aumento rispetto al 2004 del 140%.
 
Tipologia delle lesioni. In agricoltura le lesioni alla mano hanno determinato il maggior numero di inabilità temporanea assoluta al lavoro (19%), mentre i danni più gravi - che hanno dato luogo alla costituzione di rendita - sono a carico della colonna vertebrale nel 18% dei casi, degli occhi (12%) e della gamba (11%). Nell'industria e servizi i danni alla mano (23%) sono accompagnati - in ordinedecrescente - dalle lesioni a colonna vertebrale, ginocchio e caviglia.
 
In Sicilia, negli ultimi cinque anni, il numero di malattie professionali, nel settore industria e servizi, complessivamente si è stabilizzato ma le malattie professionali sono aumentate per le donne, passando dai 56 casi del 2002 ai 66 del 2006. Mentre, in termini di incidenza, la percentuale delle denunce delle malattie professionali delle donne stimata al 6,4% nel 2002, è aumentata al 9,1% nel 2006.
Questo incremento - secondo il Rapporto - è dovuto sia all'accrescimento degli assicurati INAIL che all'aumento dell'occupazione femminile registrata negli ultimi anni. Tuttavia, il numero elle malattie professionali denunciate dalle donne si mantiene sempre a livelli molto bassi: esisterebbe, infatti, un sommerso inquietante legato ad un minore riconoscimento diagnostico ed assicurativo ed ad una serie di pregiudizi radicati che riguardano il lavoro delle donne e la considerazione che esse siano state sempre addette ad occupazioni considerate meno rischiose.
 
Le patologie muscolo-scheletriche (rachide in particolare) e le patologie del tunnel carpale rappresentano le nuove patologie emergenti quale conseguenza diretta dell'innovazione tecnologica.

PIEMONTE.
Nell'anno 2006 gli incidenti sul lavoro sono diminuiti di 1.600 unità rispetto all'anno precedente ma nel frattempo sono aumentati i morti per lavoro.
 
Tra il 2004 e il 2006 - spiega il Rapporto - la maggior degli infortuni si sono verificati nelle imprese industriali e, in misura più contenuta, in quelle artigiane. All'interno di queste aziende, infatti, è avvenuto quasi il 42% degli infortuni, anche se occupano poco più del 35% dei lavoratori piemontesi.
Lo stesso avviene per i casi mortali, che si registrano soprattutto nell'artigianato e nell'industria. E se questa non è di certo una novità, è però interessante riflettere sulla diversa entità dell'incidenza infortunistica. Leggendo il Rapporto si scopre, inoltre, che nel 2006 i casi mortali avvenuti nel settore artigiano sono quasi equivalenti a quelli avvenuti nel settore industriale, anche si quest'ultimo occupa molti più addetti. Quindi dal settore artigiano provengono il 13% del totale degli infortuni denunciati, ma ben il 30% di quelli mortali. Mentre il 20% degli infortuni mortali del terziario derivano da incidenti stradali per chi lavora nei trasporti e da infortuni in itinere (quelli avvenuti sul tragitto casa-lavoro e viceversa) per tutti gli altri.
 
La quasi totalità delle malattie professionali in Piemonte riguarda i settori industria e servizi. Nel triennio 2004-2006 le malattie sono state sostanzialmente stabili intorno ai 1.900 casi. Tuttavia, mentre per gli infortuni gli indennizzati rappresentano poco più del 30% del totale, nel caso delle malattie professionali gli indennizzi non superano il 25% . Questo - spiega il Rapporto - dipende dalla forte difficoltà di riscontrare i presupposti di legge, soprattutto per quanto riguarda le malattie non tabellate, che sono quelle più frequentemente denunciate ma anche quelle dove è più difficile stabilire l'origine professionale della malattia. In questi casi, infatti, è il lavoratore a dover dimostrare il nesso causale con l'attività lavorativa. Nel complesso le malattie non tabellate rappresentano circa il 70% delle patologie denunciate all'INAIL.
 
Fonte: Inail.

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