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Referendum nucleare Sardegna: dati finali, contrari 97,13%


Vito, risultato non ha valenza nazionale

I Si' sono stati il 97,13%: e' il dato definitivo delle operazioni di verifica dei voti per il referendum consultivo regionale sul nucleare in Sardegna, un plebiscito che attesta la netta contrarieta' all'installazione di centrali atomiche nell'isola.

All'appello mancavano ancora alcune sezioni dell'Ogliastra che, questa mattina, hanno comunicato i risultati al Servizio elettorale della Direzione generale della Presidenza della Regione. In attesa che il dato venga formalizzato dagli uffici territorialmente competenti e' stato confermato che i voti contrari al nucleare sono 848.691 a fronte delle 25.026 preferenze a favore, pari al 2,86% degli elettori, mentre lo 0,01% rappresenta il totale delle schede bianche e nulle.

Nel Cagliaritano i Si' hanno raggiunto il 96,66% (287.952 voti), mentre la percentuale dei No si e' fermata al 3,33% (9.925 voti); nella provincia di Carbonia-Iglesias i Si' al 95,89% (75.364) contro il 4,10% dei No (3.228); nel Medio Campidano 97,77% (55.304) a fronte del 2,22% dei No (1.261); in provincia di Nuoro 97,70% (83.110 voti) mentre i No si sono fermati al 2,29% (1.948); in Ogliastra i Si' 97,53% (30.141) e i No 2,46% (763); in Gallura 96,39% Si' (72.936 voti) e 3,60% No (2.729); nell'Oristanese (provincia dove si e' registrata la piu' alta percentuale di voti contrari, la zona era stata indicata come possibile sito per le centrali) i Si' sono saliti al 98,17% (86.307) e i No solo l'1,82% (1.608), mentre in provincia di Sassari i Si' 97,78% (157.577 voti) e i No 2,21% (3.564).


VITO, REFERENDUM NON HA VALENZA NAZIONALE
''L'esito del referendum consultivo tenutosi in Sardegna e' significativo dell'atteggiamento della popolazione sarda e non della volonta' dell'intera nazione'' lo ha detto il Ministro per i rapporti col Parlamento, Elio Vito alla Camera leggendo la risposta del Ministero dello sviluppo economico a un interrogazione dell'Idv sulla produzione di energia nucleare in Italia.

''Tuttavia - ha continuato Vito - per il Ministero dello Sviluppo Economico non risulta che ci sia stata una campagna informativa adeguata in Sardegna su rischi e prospettive derivanti dall'ospitare un impianto o un deposito nel proprio territorio, ne' sugli effetti di un ulteriore ritardo nel dotare il Paese di un deposito nazionale per i rifiuti radioattivi, derivanti sia dalla precedente stagione nucleare sia dalle attivita' industriali, sanitarie e di ricerca e ancora oggi stoccati in depositi temporanei''.

''Il Governo ha giudicato opportuno attendere l'esito degli stress test europei e per questo ha deciso di proporre l'abrogazione formale delle norme per la ripresa della produzione nucleare in Italia che non ha riguardato ne' le misure per rendere operativa l'Agenzia per la Sicurezza Nucleare, ne' le procedure per la ricerca del sito su cui realizzare il deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, nel rispetto delle piu' rigorose norme di sicurezza per il territorio ed i cittadini, norme che, del resto, non rientrano nel quesito referendario presentato dall'Idv'' ha concluso Vito.
 
Fonte: Ansa

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