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Siti militari e del governo italiano, crack vendonsi


Un cracker è riuscito a penetrare in svariati siti di valore istituzionale e ora offre l'accesso a informazioni e interfacce di controllo a prezzi abbordabili. Molte le vittime, governo italiano incluso

Evocando uno scenario più adatto a un fantathriller tecnologico che alla realtà telematica di tutti i giorni, la società di sicurezza Imperva dice di aver scovato un cracker-imprenditore impegnato a vendere i suoi peculiari "servizi" al miglior offerente. Il "pacchetto" è ricco di opzioni a prezzi modici, e i suddetti servizi comprendono la vendita dell'accesso al sito della U.S. Army fino ad arrivare al controllo del sito ufficiale del governo italiano.

Stando a quanto sostiene Imperva, l'ignoto è riuscito a penetrare svariate infrastrutture istituzionali attraverso un attacco di tipo SQL injection unito alla scansione automatica dei siti web alla ricerca di vulnerabilità da sfruttare. Numerose le vittime, inclusi portali internazionali di primaria importanza (USA, Italia ma anche Taiwan) con suffisso ".mil", ".gov" e ".edu".

I prezzi del peculiare listino? 499 dollari per prendere il controllo dei siti di U.S. Army, National Guard o Army Forces, 99 dollari per fare danni sul sito del governo Berlusconi, 20 dollari per ottenere le informazioni personali corrispondenti a 1.000 diverse persone (nomi, indirizzi, numeri telefonici). Previsti inoltre servizi "accessori" come la scansione di un sito alla ricerca di vulnerabilità (2 dollari), o la vendita di 3 Megabyte di account "scelti a caso" per 65 dollari.

Il cybercrimine è un affare che tira e attira una "clientela" sempre più vasta ed eterogenea, denuncia un recente rapporto di PandaLabs, e il caso dell'cracker-imprenditore è solo l'ultimo esempio di un trend in crescita continua. La portata dell'operazione viene ulteriormente confermata dall'ex-reporter del Washington Post Brian Krebs, che sul suo blog dice di aver visionato "alcune prove a supporto" di quanto va sostenendo il cracker scovato da Imperva.
 
Fonte: Punto Informatico




  

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