LOGO - Home Page
Alcuni partner di Safetal - Scopri come diventare Partner!

Condividi questa pagina sul Social Network a cui sei già loggato!

Stress da lavoro correlato fenomeno comune, dati sondaggio Eu-Osha sicurezza lavoro


La percezione e le cause dello stress lavoro correlato tra i lavoratori europei, dai dati del sondaggio Eu-Osha e Ipsos Mori maggio 2013 sulla sicurezza sul lavoro.

La metà dei lavoratori europei pensa che lo stress lavoro correlato sia qualcosa di comune e quattro lavoratori su dieci ritengono che lo stress nei luoghi di lavoro non sia gestito bene. Questo uno dei dati maggiori emersi dall’ultimo sondaggio d’opinione paneuropeo sulla salute e la sicurezza sul lavoro appena pubblicato da Eu-Osha e Ipsos Mori.
 
Precarietà e riorganizzazione del lavoro sono tra i fattori preponderanti che i lavoratori europei ritengono responsabili di situazioni di stress. Questo emerge dall’indagine che l’Agenzia ha condotto su 31 Paesi europei. Fattori che vengono affiancati alla percezione della scaristà di programmi e politiche che garantiscano il lavoro fino alla pensione o dopo di essa.
Ancora, oltre alla metà dei lavoratori che percepisce lo stress come comune sui luoghi di lavoro, emerge un 16% che lo percepisce come molto comune, molto presente. Del 51% dei lavoratori che definisce lo stress comune, il 49% è rappresentato da uomini, il 51% da donne; il 53% sono lavoratori compresi tra i 18 e i 54 anni, il 44% oltre i 55 anni.
 
Le cause: il 72% imputa lo stress a insicurezza del lavoro e prospettive di riorganizzazione, il 66% a ore e carico di lavoro. Incide ovviamente anche la situazione economica dei Paesi. Negli Staticon elevato debito pubblico il 73% dei lavoratori ritiene la precarietà de lavoro causa di stress, contro il 66% dei lavoratori negli Stati con debito minore.
 
Citati nel rapporto anche bullismo e molestie. il 59% dei lavoratori ritiene questi deprecabili  comportamenti sul lavoro come fonte di stress, a seguire incidon la mancanza di sostegno tra colleghi e superiori (57%), la mancanca di chiarezza su ruoli e responsabilità (52%), poche opportunità nella gestione di modelli di lavoro (46%).
 
Quindi l’invecchiamento attivo. “In tutta Europa, la metà degli intervistati (52%) prevede un aumento della percentuale di lavoratori di età superiore ai 60 anni nel proprio luogo di lavoro entro il 2020, mentre il 43% lo ritiene improbabile. Rispetto ai lavoratori appartenenti alla fascia di  età compresa tra 35 e 54 anni (54%) e ai lavoratori più giovani, tra i 18 e i 34 anni  (45%), i lavoratori di età superiore ai 55 anni sono più propensi a ritenere che nel 2020  il numero di persone di età superiore a 60 anni nel loro luogo di lavoro sarà aumentato (59%)”.
 
Così il direttore Eu-OSha Christa Sedlatschek: “Siamo molto attenti a come affrontare i rischi psicosociali come lo stress sul luogo di lavoro. L’anno prossimo lanceremo la nostra campagna Ambienti di lavoro sani e sicuri sul tema La gestione dello stress. Il messaggio da trasmettere alle aziende europee di dimensioni e settori diversi è che i rischi psicosociali possono essere trattati in modo logico e sistematico, esattamente come altri problemi correlati alla salute e alla sicurezza”.

Tutte le news
  Prodotti
Veicolo BAI Polisoccorso -...
Vedi »
Protezioni antiurto con anima...
Vedi »
TESTO UNICO DI SICUREZZA DEL...
Vedi »
Manometro digitale per...
Vedi »
AF PANEL
Vedi »
Polvere estinguente abc 40%...
Vedi »
Effetto ventosa: video...
Vedi »
ART - Operatori...
Vedi »
Tasto singolo a sfioramento...
Vedi »
Comunicatore ADSL-IP PSTN...
Vedi »
Vedi tutti i prodotti...

DAITEM WoltersKluwer.it Mega Italia Media LibriSicurezza.it