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Impianti a gas per uso domestico. Disposizioni di sicurezza (Parte I) |
| L’utilizzo di gas combustibili, negli ambienti domestici, è ormai diventata una normale consuetudine. Forse per questo, a volte non si presta la dovuta attenzione al suo impiego, ormai famigliare, che ci accompagna nella vita quotidiana e ci consente, di volta in volta, di soddisfare svariate esigenze quali cucinare, produrre acqua calda sanitaria, riscaldare o addirittura raffrescare le nostre case, nel periodo estivo, per mezzo di apparecchi particolari quali gli assorbitori a fiamma diretta. Tutti questi servizi vengono soddisfatti, in molti impianti, per mezzo di questo prezioso e all’apparenza, “docile” elemento, con un gesto molto semplice come quello di accendere una fiamma. Certamente, nel corso della sua lunga evoluzione, l’uomo ha imparato a conoscere, a regolare e a controllare sia il fuoco sia le fonti energetiche da cui è più facile ottenerlo, riuscendo a rendere tali elementi importanti e preziosi alleati nello svolgimento delle attività quotidiane. E’ tuttavia necessario ricordare che il fuoco, in antichità, era talmente prezioso da essere ritenuto addirittura “sacro”, e per questo motivo era perennemente sorvegliato dalle “Vestali”, sacerdotesse devote appunto alla dea Vesta, le quali avevano il compito specifico di impedire che il fuoco si spegnesse…nonché, molto probabilmente, anche quello di controllare che non si diffondesse. Nell’uno e nell’altro caso, gli effetti, come riportato in diverse cronache storiche, potevano essere catastrofici. I nostri antenati, infatti, erano ben consapevoli che il fuoco poteva essere controllato o regolato ma non si illudevano di poterlo “dominare”. Oggi, grazie anche alla diffusione di fonti energetiche quali il gas naturale, il fuoco ha perso l’aurea sacralità di un tempo e nelle nostre case, come negli impianti industriali, le “Vestali” sono state sostituite da impersonali, ma non meno importanti, dispositivi di regolazione e controllo, normalmente a corredo delle apparecchiature. Questi dispositivi rappresentano il frutto della ricerca tecnologica per mezzo della quale l’uomo, superati i miti, si è sostituito ad essi nel dominio dei fenomeni. La tecnologia da sola, tuttavia, non basta ad assicurare l’ottenimento di tale risultato e il “dominio”, qualche volta, può non essere sicuramente garantito. Per un’applicazione efficace e corretta, infatti, le tecnologie necessitano di opportune regole impiantistiche e norme di buona tecnica: regole di progettazione, di costruzione, d’installazione, di manutenzione ecc. L’abbinamento è inscindibile. Tali regole e norme tecniche riguardano anche l’utilizzo di gas combustibili. Di seguito riportiamo, in ampia sintesi, i contenuti delle principali disposizioni legislative e normative che ne disciplinano l’utilizzo. In Italia, l’utilizzo di gas combustibili, per usi domestici e similari, è soggetto, innanzi tutto, all’applicazione della Legge 6/12/71 n° 1083 (Norme per la sicurezza dell’impiego del gas combustibile), di cui citiamo nel seguito i punti principali.. La Legge, all’articolo 1, specifica che "i materiali, gli apparecchi, le installazioni e gli impianti alimentati con gas combustibile, per uso domestico ed usi similari, devono essere realizzati nel rispetto delle regole specifiche di buona tecnica per la salvaguardia della sicurezza". Sempre per la salvaguardia della sicurezza, l’articolo 2 della legge prescrive, per le imprese di produzione e di distribuzione di combustibili gassosi, l’obbligo di "odorizzare" i gas combustibili, mediante particolari sostanze che conferiscono agli stessi un odore caratteristico. In caso di dispersione accidentale di gas la prescrizione sopraccitata, che vale sia per i gas combustibili distribuiti mediante condotte, sia per quelli forniti in bidoni o piccoli serbatoi, consente di avvertire la presenza di gas combustibile prima che si possano creare condizioni di pericolo per esplosività o tossicità. All’articolo 3, la Le |
| Fonte: UNI |
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UNI articolo del 05-06-03 |
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