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di Riferimento
IMPIANTO
ANTINCENDIO SPRINKLER, SISTEMA ANTINCENDIO
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Sprinkler
Un sistema antincendio automatico di estinzione a pioggia sprinkler
ha lo scopo di rilevare la presenza di un incendio ed estinguerlo nello
stadio iniziale con acqua, oppure di controllarlo in modo che l’estinzione
possa essere completata con altri mezzi.
Un sistema antincendio
sprinkler comprende un’alimentazione idrica e in una rete di tubazioni,
solitamente posizionate a livello del soffitto o della copertura, alla
quale sono collegati, con opportuna spaziatura, degli ugelli erogatori
chiusi da un elemento termosensibile. In caso d'incendio, il calore
sviluppato provoca l'apertura degli erogatori che si trovano direttamente
sopra l'area interessata e conseguentemente la fuoriuscita di acqua
in goccioline che permette il rapido controllo dell'incendio con il
minimo dei danni.
In molte situazioni
è sufficiente l’attivazione di meno di 4 sprinkler per
spegnere l’incendio. In scenari con incendi che si sviluppano
rapidamente (ad esempio in caso di versamento di liquidi infiammabili),
possono essere necessari fino a 12 sprinkler per il controllo dell’incendio.
Cenni
storici
Erogatore sprinkler con elemento termosensibile a bulbo di vetroGli
antesignani dei moderni sistemi sprinkler, erano costituiti da tubazioni
provviste di fori a intervalli regolari: l’apertura manuale di
una valvola consentiva il flusso dell’acqua che veniva riversata
sull’incendio attraverso i fori. Questo sistema antincendio aveva
il grosso svantaggio di non essere azionato automaticamente. Inoltre
le tubazioni erano soggette alla corrosione e i fori si occludevano
facilmente. Per rendere il sistema antincendio automatico, furono proposte
ed applicate soluzioni con corde e contrappesi: le fiamme bruciavano
la corda che liberava un contrappeso che, a sua volta, apriva la valvola
di adduzione dell’acqua. Non era tuttavia un sistema antincendio
particolarmente affidabile e sicuro in quanto si inceppava frequentemente
ed era difficile prevedere il tempo necessario per bruciare la corda.
Henry S. Parmalee
di New Haven, Connecticut (USA) è considerato l’inventore
del primo sprinkler automatico brevettato nel 1874. Pur essendo un dispositivo
rudimentale, era comunque costituito dai componenti fondamentali che
ancora oggi caratterizzano un erogatore automatico sprinkler: un corpo,
un elemento termosensibile, un tappo, un orifizio e un deflettore.
Nel corso degli
anni gli impianti sprinkler sono stati perfezionati aumentando la velocità
di intervento e migliorando l’efficacia dell’azione di controllo
ed estinzione dell’incendio. Fino al 1940, i sistemi sprinklers
furono installati quasi esclusivamente in stabilimenti industriali e
magazzini. Attualmente trovano applicazione anche per la protezione
di centri commerciali, uffici, alberghi e teatri. Soprattutto negli
USA, è difficile trovare un edificio pubblico che ne sia privo.
Funzionamento
E’ possibile distinguere quattro tipologie principali di sistemi
antincendio sprinkler che si differenziano in base alle modalità
di funzionamento. La scelta di questi diversi tipi dipende da diverse
considerazioni, tra cui:
- il grado di rischio
dell’incendio
- la velocità di propagazione dell’incendio
- la sensibilità del contenuto al danno da bagnamento
- le condizioni ambientali
- il tempo di reazione desiderato
Sistemi
antincendio a umido
I sistemi sprinkler a umido sono i più comuni. Il nome “a
umido” sta a significare che le tubazioni sono riempite con acqua
in pressione. Il calore sviluppato dall’incendio provoca l'apertura
degli erogatori che si trovano direttamente sopra l'area interessata
e l’immediata fuoriuscita di acqua che continuerà ad essere
erogata dall’alimentazione idrica fino a quando non sarà
chiusa la valvola di controllo.
Sistemi
antincendio a secco
I sistemi sprinkler a secco sono quelli in cui le tubazioni sono riempite
con aria in pressione anziché acqua. Un’apposita valvola
di controllo, detta valvola a secco, viene posizionata in un’area
riscaldata ed evita l’ingresso dell’acqua fino a quando
un incendio non provoca l’attivazione degli sprinkler. Con l’apertura
degli erogatori l’aria fuoriesce e la valvola a secco si apre.
Solo in quel momento l’acqua entra nelle tubazioni e viene erogata
tramite gli sprinkler sull’incendio in atto. Il principale vantaggio
dei sistemi sprinkler a secco è che consentono di proteggere
quegli spazi non riscaldati o refrigerati dove i sistemi ad umido potrebbero
non funzionare a causa del congelamento dell’acqua all’interno
dei tubi.
Sistemi
antincendio a preallarme
I sistemi sprinkler a preallarme utilizzano il concetto base dei sistemi
a secco: le tubazioni sono riempite con aria in pressione e non con
acqua. La differenza consiste nel fatto che l'apertura della valvola
di controllo è comandata da un sistema di rivelazione incendi
separato. Affinché l'acqua venga scaricata occorre quindi un
doppio consenso (apertura dell'erogatore e intervento dell'impianto
di rivelazione). Questi sistemi vengono utilizzati in quei casi dove
si temono gravi danni da bagnamento come conseguenza della rottura accidentale
di un erogatore o di un tubo. Il vantaggio principale dei sistemi a
preallarme è la duplice azione richiesta per il rilascio dell’acqua:
l’apertura della valvola di preallarme (comandata dal sistema
di rivelazione) e l’apertura degli erogatori sprinkler. Questa
caratteristica offre un livello di protezione aggiuntivo contro un rilascio
accidentale dell’acqua. Per questo motivo i sistemi a preallarme
sono utilizzati in ambienti i cui contenuti possono essere danneggiati
dall’acqua, come archivi, depositi di beni artistici, biblioteche
di con libri rari e centri di elaborazione dati.
Sistemi
antincendio a diluvio
I sistemi sprinkler a diluvio hanno erogatori privi del tappo e dell’elemento
termosensibile e l'acqua è mantenuta a monte di un'apposita valvola
la cui apertura è comandata da un sistema di rivelazione incendi
separato. A differenza di quanto avviene in un impianto sprinkler con
erogatori chiusi, l'acqua viene scaricata contemporaneamente da tutti
gli erogatori. I sistemi a diluvio trovano ampia applicazione in industrie
ad alto rischio come impianti chimici, depositi di carburante o in hangar
di aeroplani laddove si teme una rapida propagazione dell’incendio
e pertanto si richiede l’erogazione simultanea di grandi quantità
di acqua.
Normativa
tecnica
Le principali norme tecniche italiane riguardanti i sistemi sprinkler
sono:
- UNI 9489: Impianti
fissi di estinzione automatici a pioggia (sprinkler)
- UNI 9490: Alimentazioni idriche per impianti automatici antincendio
- UNI 9491: Impianti fissi di estinzione automatici a pioggia. Erogatori
(sprinkler)
La norma tecnica
più completa e aggiornata è la statunitense:
NFPA 13: Standard for the Installation of Sprinkler Systems, 2007 edition
Fonte: wikipedia.org
Norme armonizzate
per componenti per sistemi fissi antincendio a sprinkler
Sono state recentemente pubblicate le prime norme UNI che recepiscono
le norme armonizzate ai sensi della Direttiva 89/106/CE sui prodotti
da costruzione, che riguardano i componenti per sistemi a sprinkler
e a spruzzo d'acqua.
Si tratta delle
norme:
- UNI EN 12259-1 "Installazioni fisse antincendio
- Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua - Sprinklers"
- UNI EN 12259-3 "Installazioni fisse antincendio
- Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua - Valvole d'allarme
a secco"
- UNI EN 12259-4 "Installazioni fisse antincendio
- Componenti per sistemi a sprinkler e a spruzzo d'acqua - Allarmi a
motore ad acqua"
Il riferimento alla
norme armonizzate è stato pubblicato nelle Gazzette ufficiali
europee C 358 del 15/12/2001 (parti 2, 3 e 4) e C 40 del 14/02/2002
(parte 1).
Il periodo di coesistenza
è stato fissato dal 1° febbraio 2002 al 1° gennaio 2003
per le parti 2, 3 e 4 e dal 1° aprile 2002 al 1° aprile 2003
per la parte 1; trascorsi questi termini i prodotti potranno circolare
sul mercato europeo solo se conformi alle norme stesse e solo se recanti
la marcatura CE.
Queste norme fanno
parte di una serie di norme che riguardano i componenti per sistemi
a sprinkler e a spruzzo d'acqua; le altre parti riguardano:
- valvole di allarme
idraulico (EN 12259-2, già armonizzata, in attesa di pubblicazione
come norma UNI);
- Accoppiamenti per tubi (prEN 12259-6);
- pipe hangers (prEN 12259-7);
- pressure switches (prEN 12259-8);
- rilevatori di passaggio di acqua (prEN 12259-9, in fase di voto finale);
- controlli multipli (prEN 12259-10);
- spruzzatori di acqua a media e ad alta velocità (prEN 12259-11)
- pompe (prEN 12259-12).
Le norme sono state
elaborate dal comitato tecnico europeo CEN/TC 191 "Fixed firefighting
systems", con segreteria e presidenza britanniche.
Il gruppo di lavoro "Sistemi fissi di estinzione incendio e materiali",
della commissione tecnica UNI Protezione attiva contro gli incendi,
ha seguito i lavori di elaborazione delle norme. La commissione UNI,
presieduta da Sandro Marinelli del Ministero degli Interni, si sta interessando
alle problematiche connesse all'introduzione in Italia della marcatura
CE.
Le norme armonizzate prevedono infatti una serie di prove cui devono
essere sottoposti i componenti al fine di garantirne la rispondenza
alle caratteristiche essenziali indicate nel mandato M/109
Fonte UNI
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