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Iso 14000, Iso 14001, Emas, sistema gestione ambientale

 
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ISO 14000
La sigla ISO 14000 identifica una serie di standard internazionali relativi alla gestione ambientale delle organizzazioni.
 
La sigla "ISO 14001" identifica uno di questi standard, che fissa i requisiti di un "sistema di gestione ambientale" di una qualsiasi organizzazione. Lo standard ISO 14001 (tradotto in italiano nella UNI EN ISO 14001:2004) è uno standard certificabile, ovvero è possibile ottenere, da un organismo di certificazione accreditato che operi entro determinate regole, attestazioni di conformità ai requisiti in essa contenuti. Certificarsi secondo la ISO 14001 non è obbligatorio, ma è frutto della scelta volontaria dell'azienda/organizzazione che decide di stabilire/attuare/mantenere attivo/migliorare un proprio sistema di gestione ambientale. È inoltre importante notare come la certificazione ISO 14001 non attesti una particolare prestazione ambientale, né tanto meno dimostri un particolarmente basso impatto, ma piuttosto stia a dimostrare che l'organizzazione certificata ha un sistema di gestione adeguato a tenere sotto controllo gli impatti ambientali delle proprie attività, e ne ricerchi sistematicamente il miglioramento in modo coerente, efficace e soprattutto sostenibile. Utile sottolineare ancora che la ISO 14001 non è una certificazione di prodotto.
 
Sono state rilasciate in Italia oltre 9000 certificazioni ISO 14001 (nell'ambito dell'accreditamento nazionale (dati al 31 ottobre 2006), di cui 259 relative non ad aziende (organizzazioni private), bensì a pubbliche amministrazioni (comuni, province, aree protette, autorità portuali ed altre amministrazioni).
 
Suddivisione delle norme ISO
Nella serie ISO 14000 esistono altri tipi di norme, standard e rapporti tecnici, divisi in diversi "argomenti":
 
ISO 1401x, riguardanti gli audit ambientali (compresa la norma ISO 19011 sugli audit di sistema di gestione qualità e ambiente) 
ISO 1402x, riguardanti le etichettatture ambientali di prodotto 
ISO 1403x, riguardanti le prestazioni ambientali 
ISO 1404x, riguardanti la valutazione del ciclo di vita del prodotto 
ISO 1405x, riguardanti i termini, definizioni e vocaboli relativi alla gestione ambientale 
ISO 1406x, riguardanti diversi tipi di argomenti ambientali. 
Un compendio delle attività ISO sulla serie ISO 14000 si può trovare sul sito del comitato tecnico ISO[2].
 
Requisiti di un sistema di gestione ambientale
I requisiti di un sistema di gestione ambientale previsti nella norma sono del tutto generali, applicabili a qualsiasi tipo di organizzazione e schematizzabili secondo il modello del miglioramento continuo definito dalla metodologia PDCA (Plan-Do-Check-Act, "Pianificare-Attuare-Verificare-Agire").
 
Definizione di una Politica Ambientale
È la definizione del quadro di riferimento sul quale impostare le attività e definire gli obiettivi ambientali. In altre parole è la definizione della "mission" aziendale nei confronti dell'ambiente e costiuisce l'impegno formale che l'alta direzione dell'organizzazione assume nei confronti del miglioramento continuo, adeguatezza e diffusione del sistema di gestione ambientale.
 
Pianificare
Consiste nella definizione, attuazione e mantenimento di procedure per:

Identificare gli "aspetti ambientali" dell'organizzazione, stabilire, cioè, in che modo le attività, i processi, i prodotti aziendali possono avere "impatto" sull'ambiente e definire un criterio di valutazione della significatività/criticità di tali impatti; 
Entrando nel caso specifico, gli impatti ambientali sono molto differenti da industria ad industria:
 
- Industria chimica e petrolchimica: emissioni, scarichi idrici, sostanze pericolose, rischi di incidenti 
- Industria automobilistica: emissioni, scarichi, scarti di produzione PVC, motori a basso impatto ambientale, riutilizzo olio esausto 
- impianti nucleari: scorie radioattive, trattamento acqua per raffreddamento reattore 
- Elettronica e telecomunicazioni: emissioni, scarichi idrici, batterie esaurite, radiazioni radioelettiche, apparati obsoleti 
- Industria alimentare: scarichi idrici, rifiuti organici, materiale di scarto da produzione 
- tessile, abbigliamento: emissioni, scarichi idrici, scarti, rifiuti solventi per il trattamento del pellame
 
Identificare e definire i criteri di applicazione delle "Prescrizioni legali e altre prescrizioni". 
Definire, attuare e mantenere gli "Obiettivi e Traguardi ambientali" ed i relativi "Programmi ambientali" per conseguirli, coerentemente con quanto stabilito dalla Politica ambientale e con le prescrizioni.
 
Attuare
Quanto definito nella Politica, negli obiettivi/traguardi e nei programmi ambientali deve poi essere concretamente realizzato tramite:
 
- Definizione di "Risorse, ruoli, responsabilità e autorità" relative al sistema di gestione ambientale. In particolare è prevista la definizione di un "Rappresentante della Direzione", che nella maggior parte dei casi le aziende chiamano "Responsabile del Sistema di Gestione Ambientale. 
- Definizione, attuazione e mantenimento di procedure affinché "Competenza, formazione e consapevolezza" delle persone (quelle che lavorano per l'organizzazione e per conto di essa) le cui attività hanno impatti ambientali significativi, siano sempre adeguate alle esigenze e congrue rispetto al perseguimento della politica ambientale.
- Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per stabilire un'efficace sistema di "Comunicazione" all'interno dell'organizzazione e verso l'esterno. 
- Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l'emissione, il riesame, la modifica, l'aggiornamento, la disponibilità, l'accessibilità, il controllo della Documentazione" del sistema di gestione ambientale di cui fanno sempre parte: politica ambientale, obiettivi, traguardi, registrazioni, procedure. 
- Regolamentazione tramite opportune procedure, costituenti il "Controllo operativo" del sistema di gestione ambientale, delle attività e delle operazioni relative agli aspetti ambientali risultati significativi e quelle connesse al raggiungimento della politica e degli obiettivi. 
- Definizione, attuazione e mantenimento di procedure per l'individuazione e la riduzione del danno (riduzione degli impatti ambientali negativi) delle potenziali emergenze ambientali. Ciò costitusce il modo in cui l'organizzazione stablisce la propria "Preparazione e risposta alle emergenze".
 
Verificare
L'operatività definita e posta in essere secondo quanto sopra descritto deve essere sottoposta ad un opprtuno regime di verifica, per dare evidenza e tenere sotto controllo l'efficacia e la correttezza dell'attuazione del sistema di gestione. Ciò deve avvenite tramite:
 
"Sorveglianza e misurazione", vale a dire la definizione, l'attuazione ed il mantenimento di procedure per il continuo monitoraggio: delle operazioni che possono avere impatti ambientali significativi, del raggiungimento degli obiettivi prefissati, della corretta taratura della strumentazione di monitoraggio ambientale. 
Analogamente occorre impostare un sistema di "Valutazione del rispetto delle prescrizioni", con cui l'organizzazione possa periodicamente verificare (e registrare) in che misura le prescrizioni legali e le altre eventuali prescrizioni sottoscritte siano rispettate. 
La gestione delle "Non conformità, azioni correttive ed azioni preventive" è il modo con cui l'organizzazione, poi, ha impostato il proprio sistema per affrontare l'eventualità di un mancato soddisfacimento di un requisito, prevenirne le cause ed attenuarne gli effetti negativi, definire e controllare le contromisure. 
"Controllo delle registrazioni" 
"Audit ambientale interno"
 
Agire
"Riesame della Direzione"
 
Integrazione delle norme
Riguardo gli aspetti formali, la ISO14001 ha la stessa struttura di tutte le norme ISO riferite a sistemi quali ISO9001, ISO9004, OHSAS 18001. Tutte queste norme, in ottica di integrazione, ovvero di fusione reciproca, sono costruite per essere "coppie conformi", ovvero hanno la numerazione dei capitoli e dei temi tale da essere confrontabile ed equivalente tra loro. Al termine di tutte le norme ISO sono presenti sempre tabelle di corrispondenza riferite alle norme al momento in essere.
 
A partire dal 2000 si è resa necessaria l'integrazione graduale dei sistemi ISO e/o di sistemi equivalenti di certificazione:
 
ISO_9001 ISO9001:2000 
ISO_14000 ISO14001:2004 
OHSAS ISO18001 OH SAS ISO18001 
SA 8000 SA8000:2003 
 
è nata cosi l'integrazione dei sistemi Qualità, Ambiente, Sicurezza ed Etica. Tale integrazione è stata fortemente sponsorizzata da Enti di Certificazione ed Enti di Accreditamento Sincert anche se il modello EFQM aveva già di per sé individuato da circa 20 anni la logica di integrazione indicata. Attualmente non esiste però una norma internazionale integrata certificabile per la gestione aziendale che riunisca tutti o parte di questi temi. Il British Standard ha sviluppato uno stanndard di integrazione della egstione qualità - ambiente - sicurezza - responabilità sociale - ecc., il Bs PAS 99.
 
EMAS
Eco-Management and Audit Scheme (EMAS) è uno strumento volontario creato dalla Comunità Europea al quale possono aderire volontariamente le organizzazioni (aziende, enti pubblici, ecc.) per valutare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e fornire al pubblico e ad altri soggetti interessati informazioni sulla propria gestione ambientale.
 
La seconda versione di EMAS (EMAS II) è stata pubblicata dalla Comunità Europea con il Regolamento 761/2001.
 
L'obiettivo di EMAS consiste nel promuovere miglioramenti continui delle prestazioni ambientali delle organizzazioni anche mediante: - l'introduzione e l'attuazione da parte delle organizzazioni di un sistema di gestione ambientale basato sulla norma ISO 14001; - l'informazione sulle prestazioni ambientali e un dialogo aperto con il pubblico ed altri soggetti interessati anche attraverso la pubblicazione di una dichiarazione ambientale.
 
Le organizzazioni registrate EMAS possono utilizzare un apposito logo
 
Agenda 21, agenda 21 locale
Agenda 21 è un programma delle Nazioni Unite dedicato allo sviluppo sostenibile: consiste in una pianificazione completa delle azioni da intraprendere, a livello mondiale, nazionale e locale dalle organizzazioni delle Nazioni Unite, dai governi e dalle amministrazioni in ogni area in cui la presenza umana ha impatti sull'ambiente. 21 è riferito al 21mo secolo
 
Sviluppo dell'Agenda 21
Agenda 21 è il documento sottoscritto da 180 Paesi, tra cui l' Italia, durante la Conferenza di Rio de Janeiro del 1992. È stata chiamata Agenda 21 perché definisce "le cose da fare" per il 21° secolo: obiettivi, strategie di riferimento verso la sostenibilità. Per raggiungere lo sviluppo sostenibile, il documento sottolinea con vigore le seguenti necessità:
 
- Integrazione delle considerazioni ambientali in tutte le strutture dei governi centrali e in tutti i livelli di governo;
- Sistema di pianificazione, di controllo e gestione per sostenere tale integrazione;
- Incoraggiamento della partecipazione pubblica e dei soggetti coinvolti.
 
Ma è anche un nuovo strumento di gestione per le politiche di governance per lo sviluppo sostenibile, ritenute prioritarie dall' Unione Europea e dall'ONU, dopo la conferenza di Johannesburg del 2002.
 
Agenda 21 - Rio
Nel 1997, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite tenne una sessione speciale per valutare i progressi dei primi cinque anni dall'approvazione dell'Agenda 21 (Rio+5). L'Assemblea riconobbe il carattere di disparità del progresso, e ne identificò i tratti caratteristici, compresa la crescente globalizzazione, che ampliano le disparità di reddito e continuano il deterioramento dell'ambiente. Una nuova risoluzione (S-19/2) dell'Assemblea Generale promise nuove azioni.
 
Agenda 21 - L'incontro di Johannesburg
Il Piano di Esecuzione, concordato nel Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Earth Summit 2002) confermò l'impegno delle Nazioni Unite per il 'pieno adempimento' dell'Agenda 21, insieme al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e ad altri accordi internazionali.
 
Agenda 21 - Esecuzione
La Commissione sullo Sviluppo Sostenibile ha il ruolo di supervisione e controllo sullo sviluppo sostenibile, ed ha avuto il ruolo di commissione preliminare per gli incontri e le sessioni sull'esecuzione dell'Agenda 21.
 
La Divisione per lo Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite ha il ruolo di segretariato per la Commissione, e lavora all'interno del contesto dell'Agenda 21.
 
L'esecuzione da parte degli stati membri è volontaria.
 
Agenda 21 - Struttura e contesto
L'Agenda 21 è composta da 40 capitoli, divisi in quattro sezioni:
 
Sezione I: Dimensioni Sociali ed Economiche
include la lotta alla povertà, il cambiamento della struttura dei consumi, della popolazione e delle dinamiche demografiche, la promozione della salute e dei programmi sostenibili di popolamento, e l'integrazione delle problematiche relative all'ambiente e allo sviluppo nel processo di decision-making.
 
Sezione II: Conservazione e Gestione delle Risorse per lo Sviluppo
comprende la protezione dell'atmosfera, la lotta alla deforestazione, la protezione degli ambienti deboli, la conservazione della diversità biologica (biodiversità), e il controllo dell'inquinamento.
 
Sezione III: Rafforzamento del ruolo dei Major Groups
comprende i ruoli dei gruppi di rappresentanza dei bambini e dei giovani, delle donne, delle ONG, delle autorità locali, del commercio e dei lavoratori.
 
Sezione IV: Mezzi per l'Esecuzione (del programma)
comprende la scienza, la diffusione della tecnologia, l'educazione, le istituzioni internazionali e i meccanismi di finanziamento.
 
Agenda 21 locale
L'esecuzione dell'Agenda 21 è stata programmata per includere interventi a livello internazionale, nazionale, regionale e locale. In alcuni stati le autorità locali hanno preso iniziative per la realizzazione del piano localmente, come raccomandato nel capitolo 28 del documento. Questi programmi locali sono noti come 'agenda 21 locale'.
 
Fonte: wikipedia.org
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