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Manutenzione impianti elettrici, impianto di messa a terra, DPR 462/2001

 
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Manutenzione impianti elettrici, impianto di messa a terra: le novità introdotte dal D.P.R.462/2001. Competenze e responsabilità.
 
Il D.P.R. n. 462/2001 introduce rilevanti innovazioni e semplificazioni nel procedimento per la denuncia di installazione e la verifica periodica della messa a terra degli impianti elettrici, dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche e degli impianti elettrici collocati in luoghi di lavoro pericolosi.
 
La nuova procedura prevede che:
 
L'omologazione dell'impianto di terra e di protezione dai fulmini venga di fatto effettuata con la verifica dell'installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi Legge N.46/90 Vengono quindi abrogati i precedenti modelli A e B di denuncia degli impianti.
 
Al datore di lavoro rimane solo l'obbligo, entro trenta giorni dalla messa in esercizio dell'impianto, di inviare la dichiarazione di conformità all'ISPESL, all'ASL o all'ARPA territorialmente competenti (tramite lo sportello unico comunale per le attività produttive ove già operante).
 
Nel caso di impianti installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio, essendo stato abrogato anche il modello C, il datore di lavoro deve comunque comunicare entro trenta giorni la messa in esercizio dell'impianto all'ISPESL, all'ASL o all'ARPA territorialmente competenti. In questo caso la prima verifica sulla conformità deve essere effettuata dall'AUSL o dall'ARPA.
 
Il datore di lavoro è tenuto ad effettuare la regolare manutenzione degli impianti, ciò viene eseguito a mezzo di verifiche di manutenzione per accertare lo “stato di salute” degli impianti. Per questa prima tipologia di controlli è possibile avvalersi di personale interno qualificato, professionisti, installatori o manutentori esterni.
 
Il Datore di Lavoro ha inoltre l'obbligo di richiedere le verifiche periodiche, con frequenza dipendente dalla tipologia di impianto, allo scopo di verificare il buon risultato della regolare manutenzione. Tali controlli fino al 23 gennaio 2002, dovevano essere eseguiti in esclusiva dalle ASL/ARPA, le quali, alle prese con la cronica carenza di personale, finivamo per eseguire le attività in misura limitata. Successivamente a tale data le verifiche sugli impianti elettrici possono essere eseguite, oltre che da ASL/ARPA, anche da Organismi di Ispezione appositamente abilitati dal Ministero delle Attività Produttive.
 
Gli Organismi di Ispezione, preventivamente all'abilitazione, devono fornire garanzie di indipendenza, professionalità, serietà ed essere dotati di adeguata organizzazione. Essi operano sotto il controllo del Ministero per le attività Produttive.
 
Questo secondo tipo di verifiche deve essere eseguito con la periodicità riportata di seguito.
- biennale per impianti installati in cantieri, in locali adibiti ad uso medico e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio; 
- quinquennale negli altri casi
 
Le verifiche straordinarie sono effettuate dagli Organismi di Ispezione o dall'ASL/ARPA nei seguenti casi: 
- esito negativo della verifica periodica; 
- modifica sostanziale, trasferimento o spostamento dell'impianto; 
- richiesta del datore di lavoro.
 
L'obbligo del Datore di Lavoro è pertanto duplice: regolare manutenzione (verifiche manutentive) e verifiche ispettive periodiche. Da tutto ciò ne consegue che prima il Datore di Lavoro non aveva alcuna responsabilità qualora gli Enti Pubblici competenti non avessero provveduto ad eseguire i controlli; ora egli ha l'obbligo giuridico e la relativa responsabilità di richiedere le verifiche, dando esplicito incarico o ad Organismi di Ispezione abilitati o ad ASL/ARPA. 
Le nuove disposizioni legislative si applicano anche agli impianti già esistenti.
 
Conclusioni 
Sulla base delle modifiche introdotte dalla nuova normativa, le verifiche periodiche sugli impianti elettrici si trasformano pertanto da mera incombenza burocratica a strumento per: 
incrementare l'efficacia e l'efficienza del Sistema di Gestione della Sicurezza; 
assicurare una maggiore protezione dei lavoratori; 
fornire idonei strumenti per soddisfare gli obblighi che la legislazione vigente pone a carico del Datore di Lavoro.
 
Check list su come valutare il rischio in azienda (impianti elettrici)
  • Gli impianti elettrici devono essere costruiti e manutenuti in modo da prevenire i pericoli derivanti da contatti accidentali con elementi sotto tensione.
  • Gli impianti elettrici devono essere costruiti e manutenuti in modo da prevenire i rischi di incendio e di scoppi derivanti da eventuali anormalità nel loro esercizio.
  • Le macchine e gli apparecchi elettrici devono recare l'indicazione delle caratteristiche costruttive, della tensione, dell'intensità e tipo di corrente. In questo caso, occorre sospendere l'uso dell'apparecchiatura, procedere a collaudo e apporre l'apposita targhetta.
  • L'isolamento dei conduttori in ogni punto dell'impianto deve essere adeguato alla tensione.
  • Le parti metalliche degli impianti e delle protezioni contro il contatto accidentale devono essere collegate a terra.
  • Devono essere predisposti tappeti e pedane isolanti di idonee dimensioni per la manovra dei quadri, delle apparecchiature e delle macchine elettriche qualora le caratteristiche dell'impianto o dell'ambiente lo richiedano.
  • L'impianto deve essere dotato di idonee protezioni contro il contatto accidentale con conduttori ed elementi in tensione.
  • L'impianto deve essere dotato di protezioni contro le sovratensioni.
  • L'impianto deve essere dotato di protezioni contro i sovraccarichi.
  • Deve essere verificata la necessità di proteggere l'impianto elettrico contro le scariche atmosferiche.
  • L'impianto deve essere dotato di protezioni contro le scariche atmosferiche, ove ne sia stata verificata la necessità. Gli organi di interruzione, manovra e sezionamento devono essere posizionati in idonei quadri elettrici chiusi.
  • Gli impianti di distribuzione di energia elettrica devono essere protetti con adeguato dispositivo in relazione al sistema di distribuzione, contro i contatti indiretti.
  • Le macchine, i trasformatori e i condensatori elettrici devono presentare le parti nude in tensione chiuse in involucro esterno.
  • Le macchine, i trasformatori e le apparecchiature funzionanti a tensione > 1000 V devono essere dislocati in locali o recinti muniti di porte di accesso chiudibili a chiave, salvo quando non si tratti di motori accoppiati a macchine operatrici e non accessibili se non al personale autorizzato.
  • Le porte dei locali e recinti di cui sopra devono essere tenute chiuse a chiave quando nei luoghi possano transitare estranei.
  • I trasformatori elettrici in olio, allorquando il contenuto è superiore a 500 kg, devono essere dotati di idoneo pozzetto o vasca sottostanti.
  • I trasformatori elettrici in olio non devono contenere Pcb/Pct.
  • I condensatori di potenza superiore a 1 KVA devono essere dotati di dispositivi di eliminazione della carica residua, salvo quando sono stabilmente collegati alla macchina rifasata.
  • Le batterie di accumulatori elettrici vanno collocate in locali ventilati, privi di altre macchine e apparecchi elettrici o termici, corredati di impianti di illuminazione idonei per luoghi pericolosi, di porta chiusa richiamante e di segnalatetica di sicurezza.
  • Le derivazioni a spina devono essere provviste d'interruttori a monte per permettere l'inserimento e il disinserimento a circuito aperto.

Apparecchi mobili
 
Se esistono macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili:
  • le macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili devono essere alimentati esclusivamente a bassa tensione (<400 V c.A. e < 600 V c.c.);
  • le macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili usati all'aperto devono essere alimentati a tensioni non superiori a 220 V;
  • le macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili in luoghi umidi o entro grandi masse metalliche devono essere alimentati a tensioni inferiori a 50 V;
  • le macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili devono disporre di involucro metallico collegato a terra dotato di isolamento supplementare di sicurezza verso le parti in tensione;
  • le macchine e apparecchi elettrici mobili e portatili devono essere dotati di interruttore incorporato di facile e sicura manovra.
Se esistono lampade elettriche portatili:
  • le lampade elettriche portatili devono avere impugnatura in materiale isolante, non igroscopico, parti in tensione protette e gabbia di protezione della lampadina;
  • le lampade elettriche portatili in luoghi umidi o presso grandi masse metalliche devono essere alimentate a tensione non superiore a 25 V e contenute in involucro di vetro.
 
Collegamenti
  • Le linee di contatto per trazione elettrica devono essere in regola con il dpr 547/55 capo VII.
  • I collegamenti elettrici verso terra delle parti metalliche devono essere realizzati con conduttori in rame di sezione non inferiore a 16 mm2 (50 mm2 se di ferro).
  • I tratti visibili dei collegamenti di cui sopra devono avere sezione non inferiore a 6mm2 o alla sezione dei conduttori del circuito elettrico.
  • I conduttori di terra devono essere saldati o imbullonati alle parti metalliche e protetti contro danneggiamento e deterioramento.
  • I dispersori per la presa di terra devono essere realizzati in modo da garantire una resistenza non superiore a 20 Ohm per gli impianti utilizzatori fino a 1.000 V.
  • Le tubazioni gas, aria, acqua e simili non devono essere utilizzate come dispersori per le prese di terra.
  • Gli impianti di messa a terra devono essere verificati con intervalli non superiori a due anni.Le installazioni elettriche in luoghi dove esistono pericoli di esplosione o d'incendio devono essere realizzate in modo idoneo.
  • Gli schemi degli impianti elettrici e le istruzioni d'uso devono essere aggiornati e disponibili per i lavoratori.
  • Devono essere vietati i lavori su parti in tensione. Si deve formare e informare il personale manutentivo sulle modalità di lavoro e segnalare chiaramente le parti in tensione.
  • Nel caso di lavori su macchine elettriche si deve aprire preventivamente il circuito di alimentazione e si deve apporre idonea indicazione di lavori in corso e divieto di manovra.
  • Gli impianti elettrici devono essere stati progettati, realizzati e manutenuti da soggetto abilitato.
  • Gli impianti elettrici devono essere stati realizzati secondo le norme Cei o altre norme di regole d'arte.
  • Gli interventi sugli impianti elettrici devono svolgersi in accordo a procedure scritte per i permessi di lavoro.
  • Deve essere presente, ove necessario, il disegno con la classificazione delle aree ai fini dei rischi di esplosione e incendi.
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