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Controllo
accesso biometrico
La biometria (dalle parole greche bìos = "vita" e metros
= "conteggio" o "misura") è la scienza che
ha come oggetto di studio la misurazione delle variabili fisiologiche
o comportamentali tipiche degli organismi, attraverso metodologie matematiche
e statistiche.
I dati biometrici
di un essere umano sono derivabili dalla misurazione di varie caratteristiche
del corpo o del comportamento. Le dimensioni del cranio e la conformazione
dell'apparato scheletrico, in termini di proporzione fra le sue componenti,
sono fra le prime variabili studiate nella storia della biometria.
Attualmente, la
maggior parte degli sforzi della comunità scientifica e della
ricerca industriale è orientata allo studio di quelle variabili
che permettono l'identificazione affidabile degli individui. Le tecniche
biometriche di identificazione sono infatti finalizzate a identificare
un individuo sulla base delle sue peculiari caratteristiche fisiologiche
o comportamentali, difficili da alterare o simulare. Tra le variabili
più frequentemente prese in esame: impronte digitali, geometria
della mano e del volto, conformazione della retina o dell'iride, timbro
e tonalità di voce.
Tecniche
e tecnologie di identificazione
Le tecniche biometriche di identificazione possono essere applicate
sia al controllo dell'accesso a luoghi ed informazioni, sia all'autenticazione
di informazioni, in sostituzione di sistemi nome utente/parola chiave,
o di dispositivi elettronici o meccanici aventi funzione di chiave.
Aspetti
legali
Con un Provvedimento del 21 luglio 2005, l'Autorità Garante per
la protezione dei dati personali dello Stato Italiano si è pronunciata
sulla relazione tra privacy ed utilizzo di dati biometrici nell'ambito
del rapporto di lavoro, a seguito della richiesta di una pronuncia preliminare
in riferimento all'art. 17 del Codice privacy, avanzata da un'azienda
italiana. Tale articolo prevede, infatti, una verifica preventiva dell'Autorità
Garante prima di procedere al trattamento di dati attraverso procedure
che, potenzialmente, presentino rischi di violazione delle norme che
tutelano i diritti dei cittadini in materia di privacy. L'azienda ha
chiesto di verificare la regolarità di un eventuale trattamento
di dati biometrici dei dipendenti, attuabile per registrarne gli accessi
alle sedi aziendali e quindi controllarne le presenze sul lavoro anche
a fini retributivi e disciplinari.
L'Autorità
si è espressa evidenziando, a priori, due aspetti legali:
- la necessità
di informare in modo compiuto i dipendenti circa i dati loro richiesti
e le modalità di gestione degli stessi;
l- a necessità di garantire ai dipendenti la possibilità
di registrare la propria presenza sul lavoro attraverso metodi alternativi
(es.: firma su registro, timbratura con sistemi meccanici o elettronici)
rifiutando quindi il conferimento all'azienda di dati biometrici.
Quindi, entrando nel merito della richiesta in esame, sulla base dei
principi di necessità e pertinenza stabiliti dal Codice privacy
vigente, l'Autorità ha dichiarato illegittimo l'utilizzo di dati
biometrici per la registrazione delle presenze dei dipendenti presso
la sede di lavoro. Secondo il Garante tale attività, che pure
rientra nei diritti del datore di lavoro, può essere svolta in
modo efficiente ed affidabile utilizzando strumenti di registrazione
tradizionali: per l'Autorità, la richiesta di acquisire dati
biometrici appare dunque sproporzionata, per la salvaguardia del diritto
alla privacy dell'individuo, rispetto alle finalità gestionali
dell'iniziativa.
Per il Garante, le tecniche biometriche non possono essere utilizzate
se è possibile l'uso di strumenti meno invasivi, anche se più
costosi per l'azienda. In deroga a questa regola, e con precise limitazioni,
ne è consentito l'uso nei casi in cui il diritto alla pubblica
sicurezza prevale sul diritto individuale alla privacy. Ad esempio,
per finalità di controllo antiterroristico, o per il controllo
degli accessi all'interno d'impianti produttivi operanti su materiale
altamente pericoloso.
Fonte: wikipedia.org
IMPRONTA
DIGITALE
Le impronte digitali sono uniche e quindi ideali per l'identificazione.
Ciascuna delle 10 impronte digitali è unica, differenti l'una
dall'altra e da persona a persona.
Rispetto a tutte le altre tecnologie biometriche, l'identificazione
tramite impronte digitali è quella utilizzata, con successo,
da più tempo.
Le impronte sono costituite da creste (linee) e solchi sulla superficie
del polpastrello. L'unicità delle impronte digitali è
stabilita dalla disposizione delle creste e dei solchi così come
dalle minutiae (punti locali che caratterizzano la biforcazione e/o
terminazione delle linee).
Tre sono
i principali metodi di scansione dell'impronta digitale: ottico, capacitivo
ed ad ultrasuoni.
La tecnologia ottica è la più matura ed utilizzata. Per
catturare l'immagine è utilizzata la luce. Il dito è posizionato
su una lastra rivestita, solitamente in materiale plastico rigido. Successivamente
un dispositivo CCD converte l'immagine dell'impronta, descritta da zone
scure per le linee e chiare per i solchi, in un segnale digitale.
La tecnologia capacitiva, introdotta verso la fine degli anni 90, si
basa su una piastra di silicio (una matrice di celle sensibili), su
cui è appoggiato direttamente il dito, in grado di convertire
i segnali ricevuti in un'immagine digitale.
La tecnologia ad ultrasuoni, sebbene considerata da alcuni la più
precisa, non è ancora utilizzata sul larga scala. Il dispositivo
trasmette onde sonore e misura la distanza basandosi sull'impedenza
del dito, della lastra e dell'aria.
Fonte: biometric.it
Biometria,
lettore impronta digitale.
La maggior parte dei sistemi di controllo d´accesso fisico attuali
si basa sull´uso di carte magnetiche, numeri d´identificazione
o carte di prossimità. La loro incapacità nell'individuare
frodi permette l'accesso a zone protette da parte di persone non
autorizzate.
Il sistema biometrico, basato sul riconoscimento di impronte digitali,
elimina questi rischi proponendo una soluzione estremamente affidabile.
Per anni la fantascienza
ha inventato sistemi biometrici di identificazione personale, che permettessero
ad esempio di distinguere tra un uomo e un androide, oppure di riconoscere
un criminale potenziale. Ora la biometria non è più fantascienza.
Gran Bretagna e Stati Uniti stanno adottando sistemi biometrici di identificazione
personale, come lettore impronta digitale, da affiancare ai tradizionali
documenti di identità e quasi tutti gli altri paesi tecnologicamente
avanzati stanno seguendo il loro esempio. Del resto in molti paesi,
compresa l'Italia, metodi di identificazione biometrica sono già
largamente usati in ambito privato per controllare l'accesso a
servizi, ad aree ristrette, a benefici sociali, a documenti riservati".