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| Elettrosmog: Italia virtuosa. Valori sotto la soglia legale |
| Sono positivi i primi risultati del monitoraggio sull´elettrosmog in Italia e dalle rilevazioni effettuate emerge chiaramente che in nessuna area del Paese si raggiungono i limiti fissati dalla normativa e che anzi i valori registrati sono inferiori fino a 20 volte e si sfiorano le 100 se si prende a riferimento la soglia europea. La sperimentazione, che vede in campo il ministero delle Comunicazioni e la Fondazione Bordoni, ha già portato a casa i dati completi per Emilia-Romagna e Toscana dove i valori massimi rilevati sono stati rispettivamente di 0,6 volt/metro e di 1,9 volt/metro e quindi parecchio al di sotto dei 6 volt/metro fissati dalla normativa nazionale per regolamentare le emissioni sulle bande a 400, 900 e 1.800 MHz all´interno degli edifici abitati e dei 20 volt/metro tollerati per tutti gli altri casi. In regola anche Roma, che nella zona di Monte Mario, dove c´è un´elevata concentrazione di antenne, ha raggiunto il picco dei 4,9 volt/metro mantenendosi quindi al di sotto della soglia. E se la situazione della provincia di Bolzano appariva preoccupante, dal monitoraggio è invece emerso che il picco massimo è pari a 5,3 volt/metro. «A volte i livelli di emissione registrati al chiuso e all´aperto sono così bassi da essere difficilmente misurabili», ha commentato il ministro Maurizio Gasparri il quale ha annunciato di voler istituire un tavolo di lavoro con l´Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) e con i gestori di telecomunicazioni in modo da consentire un monitoraggio ancora più efficace sulla sperimentazione. Se in Valle d´Aosta, Abruzzo e Basilicata è ancora in corso la rilevazione, mancano all´appello la Campania, che ha deciso di avviare una gara autonoma e quindi di non affidarsi all´Agenzia regionale per l´ambiente (Arpa), e la Sardegna dove invece bisogna ancora istituire l´apposita agenzia. Il progetto, che si propone di superare la mancanza di omogeneità tra le diverse regioni, può contare su un finanziamento di 20 milioni di euro per il piano di monitoraggio e di 18 milioni di euro per l´adeguamento, da parte di regioni, province e comuni, delle strutture e delle strumentazioni e anche per attività di formazione del personale e avvio di nuove sperimentazioni. In dettaglio il sistema prevede l´utilizzo a regime di oltre 1.000 centraline per la misurazione (oggi sono 128 quelle disponibili) che saranno distribuite e periodicamente ricollocate su tutto il territorio. Le centraline sono collegate tra loro e con i centri di controllo situati presso le Arpa e il Ministero delle Comunicazioni. Da qui i dati sono resi disponibili su Internet consentendo dunque ai cittadini di conoscere in tempo reale i valori del campo elettromagnetico misurato dalle centraline. Cosa dice la legge Tutta una questione di microtesla e volt Il decreto attuativo della legge quadro sull´elettrosmog approvato nell´agosto scorso impone un tetto massimo di 6 volt/metro per le stazioni radio e televisive e radiobase, mentre per gli elettrodotti si stabilisce il valore di attenzione di 10 microtesla, che non deve essere superato negli edifici adibiti alla permanenza di più di 4 ore, come case, scuole e uffici. La legge stabilisce anche un obiettivo di qualità pari a 3 microtesla, ma solo nella progettazione di nuovi impianti. Il microtesla è l´unità di misura dell´induzione elettromagnetica, mentre il volt/metro misura l´intensità del campo elettrico. Fonte Week.it |
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news del 14-01-03 |
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