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Sicurezza stradale, incidenti in aumento
Sono stati 232 i morti per incidenti stradali durante il periodo compreso tra il Natale 2002 e l’Epifania 2003. Rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente il dato indica una crescita dell’8% e conferma l’andamento italiano negli ultimi anni, tanto più preoccupante in quanto negli altri paesi dell’Unione europea si registra una generalizzata tendenza alla riduzione delle vittime degli incidenti stradali (tra -1% e -4% all’anno). In altri termini i dati più recenti mostrano un ulteriore allargamento del divario tra l’Italia, che registra un continuo deterioramento dei livelli di sicurezza stradale, e gli altri Paesi dell’Ue, che mostrano progressivi miglioramenti dei livelli di sicurezza stradale.

“Nel nostro paese - sostiene il coordinatore della Consulta nazionale della Sicurezza stradale costituita presso il Cnel, Mario Sai - la maggior parte dei morti e dei feriti per incidenti stradali non è determinata dagli spostamenti ‘ straordinari’ che si verificano durante le ferie estive o invernali o durante i fine settimana (le ‘stragi del sabato sera’) ma dalla mobilità quotidiana ordinaria, quella per recarsi al lavoro o per andare a scuola o per fare acquisti, etc. Il 10% dei morti per incidenti stradali è costituito da conducenti professionali o da persone che si stavano spostando per motivi di lavoro, un ulteriore 24% da persone che andavano o tornavano dal luogo di lavoro”.

In questo quadro il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro hanno congiuntamente costituito la Consulta al fine di migliorare i livelli di sicurezza stradale nel nostro paese attraverso un intervento sistematico che riguardi tutti gli utenti della strada e il sistema della mobilità nel suo complesso. D’altra parte, questa situazione caratterizza tutti i paesi sviluppati e, in particolare, tutti i paesi dell’Unione europea. Non è infatti casuale che i paesi che hanno raggiunto i migliori risultati in termini di riduzione delle vittime degli incidenti stradali abbiano: sviluppato un’accurata analisi dei principali fattori di rischio; definito piani e programmi nazionali e regionali per migliorare la sicurezza stradale; coinvolto nella realizzazione di tali piani e programmi sia le amministrazioni locali, sia il sistema delle imprese e delle parti sociali; sostenuto l’attuazione dei piani per la sicurezza stradale con consistenti investimenti in sicurezza stradale (generalmente oltre 50 euro procapite).

“Per raggiungere tale standard il nostro paese dovrebbe realizzare - ribadisce Mario Sai - un investimento complessivo annuo dell’ordine di 2.900 milioni di euro. Potrebbe sembrare un valore molto elevato ma occorre ricordare che mediamente un cittadino dell’Unione europea, a causa degli incidenti stradali, sostiene ogni anno un onere di 420 euro e che gli italiani, a causa del più elevato numero di vittime, sostengono ogni anno un onere procapite di oltre 540 euro pari a 31.140 milioni di euro complessivi”.

Nell’ultimo periodo il nostro paese, per invertire le tendenze in atto e passare da una condizione di regressione a una condizione di progressivo miglioramento dei livelli di sicurezza stradale, si è dotato di un Piano nazionale della sicurezza stradale e ha deciso di aumentare progressivamente gli investimenti in questo settore e, soprattutto, di incentivare un migliore e più efficace raccordo tra i diversi Ministeri che si occupano di sicurezza stradale, tra il governo nazionale, i governi regionali e le amministrazioni locali. L’obiettivo ultimo del Piano è di ridurre il numero di morti e di feriti gravi del 40% nel giro di dieci anni. Significa “risparmiare” oltre 2.600 vite ogni anno e avere 20.000 invalidi in meno ogni anno.

Il lavoro svolto da più di un anno dalla “Consulta nazionale sulla sicurezza stradale” ha inteso: favorire la partecipazione del sistema delle imprese e delle parti sociali alla definizione e all’attuazione del Piano; promuovere nuove forme di governo della sicurezza stradale, basate sulla concertazione tra le amministrazioni pubbliche e sul partenariato tra settore pubblico e settore privato; rafforzare le strutture tecniche preposte alla gestione degli interventi per migliorare la sicurezza stradale, ivi compresi gli uffici di polizia locale; verificare l’efficacia degli interventi posti in essere e fornire indicazioni sulle priorità di investimento. Attraverso la Consulta, il Ministero e il Cnel intendono dunque creare le condizioni di base per un diverso modo di governare la sicurezza stradale, basato su una più diretta partecipazione alle scelte e al processo di attuazione del sistema delle imprese e delle rappresentanze sociali e su una rigorosa verifica dei risultati conseguiti e dell’efficacia delle politiche adottate, contribuendo alla stesura delle proposte e delle linee di azione contenute in otto capitoli del Piano e all’elaborazione del primo programma annuale di attuazione del Piano (che ha attivato oltre 250 milioni di euro per investimenti in sicurezza stradale da parte delle Amministrazioni locali).

Fonte: Q&C
news del 16-01-03

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Aggiornato al 7-1-2009