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| Rifiuti tossici, pur di risparmiare sui costi di gestione! |
| Avrebbero scaricato direttamente in mare rifiuti tossici, pur di risparmiare sui costi di gestione. Con il risultato di «avvelenare» uno dei litorali più belli della Sicilia, facendo schizzare i livelli di inquinamento provocati da alcune sostanze chimiche come il mercurio 20 mila volte al di sopra dei limiti consentiti dalla legge. Questa la tesi sostenuta dalla Procura di Siracusa nei confronti dei vertici dellŽEnichem di Priolo, arrestati dalla Guardia di Finanza con lŽaccusa di «associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi». Il gip di Siracusa Monica Marchionni ha firmato 18 ordini di custodia cautelare su richiesta del Pm Maurizio Musco: otto sono stati condotti in carcere, mentre ad altri dieci sono stati concessi gli arresti domiciliari. Gli indagati complessivamente sono trenta. Tra gli arrestati figurano lŽex direttore dello stabilimento di Priolo Giuseppe Genitori DŽArrigo, attuale responsabile della Polimeri Europa, lŽex vice direttore Alfio Caceci, ora alla guida dellŽEnichem di Gela, e lŽattuale direttore dellŽimpianto Giuseppe Rivoli. Agli indagati la Procura contesta complessivamente 552 capi di imputazione, come il fatto di avere miscelato rifiuti pericolosi, falsificando i dati nei certificati di analisi, trasportandoli in discariche non autorizzate e smaltendoli in violazione alle prescrizioni di legge. «Dalle indagini emerge il sostanziale disprezzo per il valore dellŽambiente e dunque della stessa vita umana» ha dichiarato il procuratore Roberto Campisi, citando il contenuto di intercettazioni telefoniche e ambientali rese possibili dalla nuova normativa. «LŽattività dŽ impresa - ha aggiunto Campisi - era fortemente connotata da una volontà di riduzione dei costi, sia a livello alto che in quello intermedio dellŽ azienda». LŽinchiesta è scaturita da un esposto presentato il 10 settembre 2001 da alcuni cittadini che segnalavano una grossa chiazza nel mare davanti allo stabilimento dellŽEnichem. In quella occasione i sopralluoghi e gli accertamenti tecnici evidenziarono una «elevata percentuale di acido solforico».Gli inquirenti durante lŽ istruttoria hanno eseguito 92 perquisizioni in discariche dislocate su tutto il territorio nazionale. La procura ha chiesto la collaborazione di diversi docenti universitari e di professionisti che hanno accertato la presenza di mercurio nei campioni con una percentuale 20 mila volte superiore ai limiti consentiti. LŽ inchiesta ha provocato reazioni immediate: il ministero dellŽAmbiente ha inviato i suoi tecnici. Il ministro Altero Matteoli ha detto di seguire con attenzione la vicenda che dimostra «come lŽItalia sia duramente colpita dal business illegale dei rifiuti industriali». Per la bonifica di Priolo il Ministero aveva già stanziato circa 23 milioni di euro. Duro il commento dei Verdi e di Legambiente, che annunciano lŽintenzione di volersi costituire parte civile nel processo contro i dirigenti dellŽ Enichem arrestati. Una decisione analoga da parte della regione viene sollecitata dallŽassessore ai Beni Culturali Fabio Granata (An), che è di Siracusa. La replica dellŽazienda è affidata a una nota in cui, oltre ad auspicare che le autorità inquirenti «facciano luce al più presto», si sostiene che «per quanto risulta ad oggi, le strutture operative dello stabilimento hanno sempre agito nel rispetto della legge». Fonte: Vigilanza Ambientale |
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news del 22-01-03 |
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