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8000 Morti in piu a causa dello SMOG Il direttore Salute e Ambiente dell´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Europa commenta.. |
| Il direttore Salute e Ambiente dell´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in Europa commenta, in un intervista pubblicata su Metro, le misure assunte dai sindaci italiani per combattere il problema dello smog urbano. La scarsa efficacia degli interventi è ormai sotto gli occhi di tutti e confermata dai dati scientifici. Il problema alla base di tutto è l´aumento vertiginoso delle automobili in circolazione, cresciute al punto tale da sovracompensare la stessa diffusione delle tecnologie anti-inquinamento. Sul banco degli imputati salgono anche le cattive abitudini dei cittadini. In Europa il 50% degli spostamenti è inferiore ai 5 chilometri, una distanza facilmente percorsa in 30-50 minuti a pedi o in 15-20 minuti in bicicletta, ciò nonostante si continua a utilizzare l’automobile. I dati scientifici sulla qualità dell´aria e sull´impatto dello smog sono comunicati periodicamente dall´Oms ma non sembrano destare l’interesse dei policy maker. Gli stessi limiti sulle emissioni attualmente in vigore in Europa, pari a 40 microgrammi per metro cubo, dovrebbero essere almeno dimezzati per limitare l´impatto sulla salute dei cittadini. Limiti che in realtà sono abbondantemente superati in ogni città italiana. L´Oms stima un impatto di 8000 morti in più ogni anno a causa dell´eccesso di polveri sottili PM10 nelle 13 grandi città italiane. Un argomento scomodo, in perenne conflitto tra interessi economici-commerciali e salvaguardia della salute. La stessa Commissione europea ha rinviato la discussione sulle emissioni per mancanza di accordo, decidendo semplicemente di “non decidere”. Tanto più sono piccole le polveri, tanto più sono pericolose. Le polveri ultrasottili PM2.5 sono quattro volte più piccole delle PM10, sono talmente sottili da superare ogni barriera naturale del corpo umano e raggiungere, tramite la respirazione, ogni organo del corpo umano, causando infiammazioni e problemi cardiocircolatori. Non si tratta di un problema soltanto cittadino, le polveri ultrasottili possono essere spostate dal vento anche per centinaia di chilometri. Sarebbero quindi necessarie politiche coordinate ad ogni livello territoriale, dal comune alla regione, fino al governo nazionale. Fonte: Ecoage.com |
| news ambiente del 25-01-07 |
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