L'illuminazione sui luoghi di lavoro
Tra le caratteristiche di un luogo di lavoro non trascurabili ai fini della sicurezza e della salute del lavoratore vi è la corretta illuminazione, aspetto considerato anche dal D.Lgs. 626/94.
Una illuminazione insufficiente o troppo intensa possono generare nel lavoratore affaticamento della vista, con conseguenti mal di testa e bruciori agli occhi, e l'assunzione di posizioni innaturali che sono all'origine di disturbi muscolo - scheletrici.
Predisporre luoghi di lavoro adeguatamente illuminati risulta "conveniente" anche perché con una illuminazione non corretta aumenta la possibilità di errore da parte degli operatori.
Riguardo alle postazioni con videoterminali, ad esempio, il decreto del 2 ottobre 2000 precisa che: " per quanto riguarda l'illuminazione, al fine di evitare riflessi sullo schermo, abbagliamenti dell'operatore ed eccessivi contrasti di luminosità, la postazione va correttamente orientata rispetto alle finestre presenti nell'ambiente di lavoro.
L'illuminazione artificiale deve essere realizzata con lampade provviste di schermi ed esenti da sfarfallio, poste in modo che siano al di fuori del campo visivo degli operatori; in caso di lampade a soffitto non schermate, la linea tra l'occhio e la lampada deve formare con l'orizzonte un angolo non inferiore a 60°. Va in ogni modo evitato l'abbagliamento dell'operatore e la presenza di riflessi sullo schermo qualunque sia la loro origine".
Una corretta illuminazione dipende non solo dalla quantità di luce diffusa, ma anche dalla distribuzione della luminosità e dalla tonalità della luce. I valori consigliati di tali parametri relativamente agli uffici sono trattati nella norma UNI 10380.
E' bene inoltre ricordare che gli impianti di illuminazione artificiale non solo devono essere ben progettati, ma deve essere effettuata anche una corretta manutenzione; il deposito della polvere può ridurre fino al 40% il rendimento delle lampade. In caso di impianti con tubi fluorescenti in due anni il flusso luminoso si può ridurre del 20% rispetto alla resa di un tubo nuovo, pertanto è necessario prevedere un programma di sostituzione che tenga in considerazione questo aspetto.
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