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Cassaforte

 
Per garantire una maggiore sicurezza ai "preziosi" di casa purtroppo, oggi, si deve pensare a qualche cosa di più resistente del semplice materasso che usavano i nostri nonni! Infatti sempre più persone adottano, contro i malintenzionati, una cassaforte per uso privato.
 
Ma come essere sicuri della validità di questo mezzo? UNI fornisce una garanzia in più sul prodotto, tramite la norma UNI 10868 "Mezzi di custodia - Requisiti per la classificazione e metodi di prova per la resistenza all'effrazione - Casseforti per uso privato".
 
La norma specifica le condizioni per le prove e la classificazione di casseforti per uso privato definendone due tipi: a mobile e incassate a muro. Per ognuno vengono inoltre riportate le dimensioni minime/massime per garantire uno standard di resistenza (lunghezza/altezza massima interna minore o uguale 1 metro con una superficie massima di 1 cm2 per eventuali aperture per il passaggio di cavi).
Sia i mobili blindati che le versioni murate devono essere sottoposte a prove di resistenza all'accesso tramite attrezzi da scasso come ad esempio mazza, martinetto idraulico, ecc? Una volta superati i test necessari dovrà essere compilato il rapporto di prova, che attesterà l'idoneità del prodotto, contenente il nome del laboratorio di prova, la data e il luogo.
 
Per identificare e garantire le casseforti "a norma", il fabbricante è tenuto a marcare in modo indelebile i prodotti conformi, con i propri dati completi, il riferimento alla norma ed il numero di serie.
Le casseforti dovranno inoltre essere provviste di un manuale d'istruzioni per l'uso a cura del produttore. Nella parte riservata alla documentazione tecnica dovrà essere dedicato ampio spazio alle istruzioni d'installazione e d'uso delle serrature evidenziando il codice d'apertura d'emergenza se la cassaforte ne è dotata.
Oltre ad essere uno strumento che garantisce una maggiore sicurezza, questa norma -se correttamente utilizzata- accrescerà la qualità del prodotto finito.
 
La norma UNI EN 14450:2005 specifica i requisiti e i metodi di prova ai quali le casseforti per uso privato vengono sottoposte per essere certi di acquistare un dispositivo davvero efficace. La norma prende in considerazione sia le casseforti da incasso (a parete o a pavimento) sia le casseforti a mobile (dette anche casseforti da appoggio). La norma classifica le casseforti per uso privato in base al loro livello di resistenza allo scasso assegnando due differenti classi di resistenza (S1 e S2).
Le casseforti a norma vengono sottoposte a severe prove di resistenza all'attacco tramite attrezzi da scasso come ad esempio piede di porco, martello, leva, trapano elettrico e altri attrezzi utlizzati dai professionisti del furto.
Le casseforti a mobile con un peso inferiore alla tonnellata devono essere dotate di almeno due fori per il loro fissaggio/ancoraggio al fine di renderne difficoltosa l'asportazione. Ciascun foro del sistema di ancoraggio deve resistere ad una specifica forza indicata nella norma stessa (20 kN per un livello S1 e 30 kN per un livello S2).
Ma c'è un modo veramente sicuro per riconoscere "le casseforti a prova di ladro"?
 
Per identificare e garantire le casseforti "a norma", il fabbricante è tenuto a marcare in modo indelebile i prodotti conformi riportando le seguenti informazioni: i propri dati identificativi, il numero della norma, il livello di sicurezza della cassaforte (S1 o S2), l'anno di produzione.
 
Le casseforti devono inoltre essere provviste di un manuale d'istruzioni per l'uso a cura del produttore e di tutta la documentazione tecnica necessaria, che dovrà contenere -ad esempio- i disegni dei campioni di prova con le caratteristiche del prodotto (peso, dimensioni interne ed esterne, quantità, posizionamento e tipologia delle serrature e dei dispositivi di chiusura, posizione e dimensioni di tutti gli eventuli fori che attraversano il materile di protezione, etc.) e le istruzioni per l'uso.
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