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14/06/2010 - Pneumatici fuori uso, un recupero a tutto tondo


Una specifica tecnica UNI sui materiali derivanti dai PFU: un utile strumento per valorizzarne i molteplici impieghi

Tra i milioni di tonnellate di rifiuti prodotti ogni anno in Europa (circa 1,3 miliardi di tonnellate secondo le stime della Commissione europea) una parte significativa riguarda il settore dei pneumatici. Secondo dati forniti da ETRMA (European Tyre & Rubber Manufacturers' Association) in Europa, nel solo 2008, sono stati smontati dai veicoli 3,3 milioni di tonnellate di pneumatici: di questi circa il 20% è tornato al reimpiego come pneumatico (ricostruzione e riutilizzo), il 39% è andato a recupero di materiale, il 32% a recupero di energia determinando così un recupero totale del 91%.

Per quanto riguarda la situazione italiana, secondo stime di Ecopneus (società consortile per il rintracciamento, la raccolta, il trattamento e la destinazione finale dei PFU) nel nostro Paese diventano rifiuti circa 350 mila tonnellate di pneumatici all'anno. Di queste circa la metà è destinato al recupero energetico, circa il 20% viene recuperato come materia prima seconda con impieghi in numerosi utilizzi urbani ed industriali (dato pari alla metà della media europea) mentre la quota restante (circa il 25%) viene dispersa.

Per cercare di contribuire al problema del recupero dei "pneumatici fuori uso" (PFU) - avviandoli ad un miglior recupero - e raccogliendo le esigenze espresse dai produttori, dagli utilizzatori dei materiali ricavati dai pneumatici e da altri soggetti interessati - in sede europea è stato messo a punto un documento normativo che definisce le metodiche per determinare le caratteristiche di tali materiali, sotto il coordinamento dell'UNI.

Si tratta della specifica tecnica CEN/TS 14243 "Materiali prodotti da pneumatici fuori uso - Specifiche delle categorie basate sulle loro dimensioni e impurità, e metodi per la determinazione delle loro dimensioni e impurità" che sarà a breve pubblicata come specifica tecnica UNI e la cui applicazione, oltre a contribuire ad un miglior recupero di questi materiali, potrà avere un impatto positivo sull'ambiente e sulla collettività con conseguenti vantaggi sia di tipo economico sia ambientale.
Il documento, oltre ad offrire una chiara definizione dei materiali ottenibili dalla frantumazione dei PFU fornisce metodi per misurare varie impurità e quindi caratterizzare la qualità dei materiali ottenuti. Le principali categorie di materiali derivanti da pneumatici fuori uso sono definite sulla base delle loro dimensioni: i materiali che vengono ottenuti durante i differenti stadi del processo di trattamento dei PFU sono sostanzialmente granulati, polverini e ciabattati (ma anche cippato, acciaio e tessile) e vengono utilizzati soprattutto nelle attività di recupero in mescole, recupero nella produzione di bitumi e recupero nella produzione di parabordi, ma non solo. Si tratta infatti di prodotti che possono essere utilizzati con grande vantaggio in moltissimi impieghi: come base per i campi da calcio in erba sintetica, come superfici dei campi sportivi e dei parchi gioco, nella realizzazione dei manti stradali e dei pannelli insonorizzanti, dai cementifici, dalle acciaierie. Per informazioni tecniche:

Divisione Organizzazione, processi, servizi e società
e-mail: organizzazione@uni.com

Per informazioni commerciali:

Diffusione UNI
tel. 02 70024.200, fax 02 5515256
e-mail: diffusione@uni.com

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