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22/05/2013 - Turismo di avventura sì… ma con più divertimento e meno rischi


Trekking, rafting, biking, ... ma anche alpinismo, free climbing, parapendio: sono tutti sport divenuti ormai popolari e molto praticati, spesso proposti in pacchetti turistici "di avventura" una tipologia di viaggio che sta riscuotendo sempre maggior successo. Sono sport diversi tra loro ma con un comune denominatore: il divertimento, l'eccitazione, l'effetto adrenalinico! Va però anche detto che – in certi casi – questi sport possono presentare alcuni potenziali pericoli.
 
Il turismo d'avventura è cresciuto del 17% tra il 2009 e il 2010. Questo trend è destinato a continuare: uno studio condotto nel 2011 dalla Adventure Travel Trade Association prevede che il turismo d'avventura coprirà il 50% di tutti i viaggi entro il 2050.
Come conseguenza di questo crescendo di popolarità, la sicurezza sta divenendo ormai un tema chiave, un'esigenza imprescindibile. Per questo motivo l'ISO, organismo internazionale di normazione, è attualmente impegnato nello sviluppo di due norme tecniche che hanno proprio l'obiettivo di tenere sotto controllo gli eventuali rischi senza nulla togliere al livello di divertimento.

Queste due norme – che vedono il coinvolgimento di esperti provenienti da tutto il mondo – riguardano, rispettivamente, i sistemi di gestione della sicurezza (ISO 21101) e le informazioni ai partecipanti (ISO 21103). Oltre alle due norme l'ISO ha allo studio anche un rapporto tecnico sulla competenza del personale. Tali documenti dovrebbero essere pubblicati entro il 2013.
 
La prima norma, la ISO 21101, stabilisce i requisiti dei sistemi di gestione della sicurezza per i tour operator che offrono viaggi d'avventura, incoraggiandoli a rivedere la loro offerta di questo tipo di attività, a riconoscere le potenzialità e i requisiti dei partecipanti, a definire processi sicuri e a tenerli sotto controllo. La norma può essere utilizzata per definire una politica della sicurezza, i piani e gli obiettivi così come per stabilire procedure per la gestione del rischio, le competenze del personale, i controlli operativi e i piani di emergenza.
 
La seconda norma, la ISO 21103, specifica i tipi di informazioni che devono essere fornite ai partecipanti e ad altre parti interessate all'industria del turismo d'avventura, con particolare riguardo agli aspetti contrattuali.

Se utilizzate congiuntamente queste due norme riusciranno a incrementare in modo notevole il livello di sicurezza, la competitività e l'affidabilità del turismo d'avventura a livello mondiale, specialmente in destinazioni che presentano notevoli margini di miglioramento per quanto riguarda i servizi offerti.
 
E... chi può dirlo? Potrebbero anche incoraggiare le persone a uscire di casa per cercare nuove avventure.
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